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Futuro

08

Lug
2013

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By stefanoschiavo

Che idee sono uscite dalla Fab Session digitale-artigiana?

On 08, Lug 2013 | In Futuro, Laboratori, News, report | By stefanoschiavo

fogli

Questa è la traccia su cui hanno lavorato i tre gruppi di cui abbiamo raccontato qui le vicende. Essa dava una possibile visione sull’attuale difficoltà del mondo artigiano italiano a interagire con istituzioni, imprese, partner e clienti internazionali.

La metodologia proposta era quella dell’esperimento su cui testare le idee che nascevano sui vari temi. L’approccio a rapidi cicli di test e verifica ci sembra il più adatto nel contesto di incertezza e variabilità dell’attuale mercato.

I gruppi hanno lavorato ognuno interpretando la sfida in maniera originale.

Uno ha seguito il metodo delineando una serie di temi e cercando le ipotesi e le proposte più a rischio per poter quindi individuare esperimenti immediati di verifica.

Un secondo ha girato il foglio ed è partito da una mappa mentale. Ci è piaciuto il rifiuto dello schema come base per pensare in maniera più creativa. Il gesto stesso secondo noi rappresentava un consiglio metodologico interessante per aziende spesso troppo supine di fronte al pensiero dominante del settore di appartenenza. Vediamo realmente molte imprese bloccate da una sorta di fedeltà al modello condiviso di un distretto o di una rete di partner.

Il terzo ha discusso a lungo senza nemmeno seguire le tracce del modello e portando un pensiero originale più centrato sulle relazioni e sui valori artigiani che su un discorso istituzionale e vincolato all’attuale contesto produttivo.

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Possiamo individuare cinque principali aree di intervento che ogni gruppo ha indicato e proviamo di seguito a far emergere i contenuti principali.

1) Formazione e trasmissione del know-how

La formazione nel mondo artigiano ha bisogno di nuovi modelli didattici per la trasmissione della capacità manifatturiera. La delega del ruolo di scuola ad enti esterni alle realtà produttive va contro ogni logica. Il “saper fare” si trasmette nel fare stesso. Nelle aziende e tra gli artigiani deve tornare centrale un ruolo formativo che fa da ruota di trasmissione generazionale e di allargamento dei soggetti detentori delle conoscenze pratiche  C’è una massa critica anche in questo campo e la riduzione degli artigiani a pochi maestri non è che l’anticamera della scomparsa definitiva di queste competenze.

Bisogna finanziare iniziative nei luoghi di lavoro e non enti di formazione esterni che non sono efficaci e, salvo rare eccezioni, sviliscono l’attività e la cultura manifatturiera. C’è un bell’esempio recentemente segnalato da Paolo Gubitta in questo senso. La strada è aperta e le condizioni per sperimentare forme nuove di coinvolgimento sono già alla portata. Una commistione tra iniziative didattiche già in atto e lo spirito di quelle complementari, come l’Oniricalab di Amplificatore Culturale, può essere un primo banco di prova.

All’interno di questa area però non si può dimenticare un fattore fondamentale: l’attrattività di questo tipo di percorso professionale. Il mondo digitale è fondamentale per rendere “cool” la professione artigiana oggi considerata una seconda scelta rispetto alla carriera d’ufficio. Uno dei gruppi in particolare ha sottolineato questo aspetto cruciale. Se non c’è un cambio di percezione da parte dei giovani nei confronti dell’attività manuale, ogni altro sforzo sarà vano. L’esperienza di Oniricalab anche in questo caso risulta d’impatto ed esempio.

E’ l’orientamento scolastico stesso che dovrebbe cambiare prospettiva. Non si può continuare ad indicare la formazione professionale come seconda scelta per chi non sembra avere prospettive scolastiche diverse. Ma per far questo, ripetiamo, deve cambiare insieme anche il tipo di formazione proposta.

2) Marketing e comunicazione

Il mondo digitale ha spesso commesso l’errore di voler spingere le aziende e gli artigiani a seguire la moda web del momento. Blog o app, video o social network prescindendo dall’identità specifica e ponendo lo strumento prima della strategia. Dai gruppi di lavoro è emersa la convinzione della necessità di mantenere il focus sulla cultura manuale e non “far scrivere blog agli artigiani”. Piuttosto usare gli esperti di web e comunicazione per farne emergere e percepire il valore. Questo attraverso un superamento della “vendita del sito” per proporre piuttosto piattaforme più estese e trasversali che comunichino al mondo le specificità della produzione artigiana. Dare una veste che possa essere compresa dalle aree di mercato attualmente impossibilitate a conoscere questa ricchezza è il principale punto di azione del mondo digitale verso quello artigianale. Un’interfaccia alta nel mondo business che faccia dialogare chi non possiede codici omogenei di dialogo.

D’altro canto questo può valere per una fascia generazionale di cinquantenni sessantenni difficilmente integrabili con la nuova cultura digitale, se non in termini di affiancamento. Una volta attivato il meccanismo descritto nel primo punto e create le premesse per un passaggio delle competenze a generazioni più giovani, il ruolo nella comunicazione dell’artigiano stesso può riprendere centralità. Un esempio significativo è Lino’s Type, la tipografia letterpress dove il passaggio di consegne e l’affiancamento tra artigiano di prima generazione e nuovi attori immersi nel mondo digitale consente una maggior consapevolezza su originali modalità di comunicazione.

Approcci che integrano web con workshop, open day, collaborazione con artisti e designer in un’ottica difficilmente attivabile con i vecchi interlocutori. La prospettiva è un cambiamento del ruolo delle agenzie e dei professionisti della comunicazione. Le distinzioni dei ruoli saranno più sfumate e la generazione di contenuti ripartirà dal luogo di produzione del valore distintivo.

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3) Gli intermediari commerciali e la redistribuzione del valore

L’aspetto commerciale però è forse quello che più ha acceso la discussione. Prima di comunicare, formare, coordinare, si deve dimostrare di poter vendere. Uno dei punti più importanti dell’evoluzione digitale degli ultimi anni è stata la disintermediazione. Vale per i giornalisti, i negozi di libri, le guide turistiche e così via. Anche la rete distributiva può essere ripensata con prospettive nuove che partano dalle possibilità date dal web. L’evoluzione del ruolo degli intermediari va da esperti di transazioni economiche (sconti, provvigioni, presidio distribuzione, …) a ripetitori del valore attraverso luoghi (anche virtuali) di connessione tra distribuzione e produzione, piattaforme B2B per collegare artigiani e prodotti con il mercato internazionale senza banalizzare e omologare le storie.

Al centro di tutto questo sta anche una ridistribuzione del valore nella catena. Da un terzismo diffuso al riconoscimento della centralità del luogo di generazione del valore. Il web può attivare un meccanismo virtuoso che avvicina domanda e offerta riducendo i passaggi a non valore aggiunto. E’ qualcosa di simile a quanto emerso per la comunicazione nel punto due, ma più centrato sull’equità dell’aspetto economico.

4) Istituzioni e burocrazia

Inevitabile che i gruppi si concentrassero anche sui temi della semplificazione delle procedure e sul supporto nelle esigenze burocratiche. E’ evidente come il web possa rivoluzionare i meccanismi di espletamento delle necessità fiscali e di compliance normativa.

Non si tratta solo di rendere più immediate le procedure e di virtualizzare processi fisici ridondanti, ma anche di sostituirsi in quei ruoli che l’artigiano non riesce a seguire e per i quali si deve affidare a ulteriori professionisti, commercialisti, notai, avvocati, che vanno ulteriormente a erodere il margine sviluppato con il proprio lavoro.

Le idee emerse in questo senso sembrano più velleitarie nel contesto attuale, ma la proposta di strumenti di semplificazione indipendenti dal percorso istituzionale e legislativo sembra ancora una volta mostrare la diffidenza circa vere svolte nella proposta politica.

5) Identità artigiana e intersettorialità

Un ultimo punto ha toccato lo sviluppo di esperienze intersettoriali in cui il driver sia la cultura materiale e non il singolo skill tecnico. Il mondo digitale è particolarmente adatto a creare corto circuiti virtuosi che sanno mettere insieme con una chiave interpretativa nuova food, design, fashion, intrattenimento, esperienza, … Un esempio che ci è ovviamente caro è quello di The Fab a Verona, ma molti altri casi stanno nascendo e possono essere un modo per leggere in maniera più evoluta le potenzialità della manifattura.

La sensazione è che il carattere di disintermediazione del web prevalga nella visione del supporto che questo mondo può dare a quello manifatturiero. Il mondo digitale può andare oltre il marketing quindi per abbracciare un cambiamento più profondo nell’equilibrio del mercato dal punto di vista economico-transazionale, logistico-distributivo e infine nella formazione e didattica, dove il vero gap è quello dell’attrattività dei ruoli produttivi.

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Comments

  1. Complimenti state affrontando il tema dell’innovazione nel mondo degli artigiani, portando una rivoluzione copernicana, come già anticipato su FB a Stefano.

    COPERNICANA nel senso di mettere L’ARTIGIANO NON AL CENTRO, ma IN RETE.
    Prima l’artigiano, inventore di un prodotto o di un’attività di nicchia aveva come obiettivo vendere le proprie soluzioni in un terreno fertile e in un ambiente ristretto, or sono cambiate le condizioni, operando in un ambiente allargato con influenze esterne. Cambiano i paradigmi e l’ottica di veder le cose. E’ un po’ come il COSMO: posso vedere la terra, il sole, le galassie, ma esistono anche le supernove che influenzano il nostro comportamento.

    FISICA e NATURA insegnano: l’infinitamente piccolo ed il grande coesistono con le stesse logiche. Cultura materiale e cultura della conoscenza non devono contrapporsi ma integrarsi, secondo un fattore scala.

    L’artigiano deve cavalcare e non subire le influenze esterne ed in quest’ottica, con riferimento anche al punto 5 -Identità ed intersettorialità, servono INNOVAZIONE ed INTEGRAZIONE DEI SERVIZI verso chi produce e che non ha tempo di affrontare le problematiche cui è sottoposto continuamente.

    SMETTIAMO di scaricare sugli altri le nostre difficoltà, discutendo di tecnologia quando invece siamo noi che dobbiamo adeguarci agli artigiani cercando di capire le loro esigenze e proponendo altra strade (come sta facendo Sharazad)

    Gli stessi consulenti devono modificare l’offerta passando dal dire al fare assieme, dando un servizio diverso anche in ”cloud“ ad esempio.

    Ho seguito un artigiano che produce macchine per la pasta particolari, raviolatrici, torchi, impastatrici (www.bottene.net) da due secoli, uniche nel loro settore per un mercato di nicchia, ma conosciuto in tutto il mondo. Arrivano a Marano Vicentino giapponesi, inglesi, americani ammirati da tanta perfezione! La scelta di mantenere lo stesso ambiente di lavoro dell’inizio attività (1805) è stata vincente: gli stranieri sono colpiti dall’architettura, dalla tranquillità del posto. dalla passione per i dettagli.
    La complessità è notevole, ma la maestria dei titolari riesce a superare tutte le difficoltà delegando all’esterno le attività a non valore aggiunto – NVA, concentrandosi sulla produzione.
    Il fascicolo tecnico CE, ad esempio, cui tutti devono sottostare può benissimo essere fornito in rete sfruttando le potenzialità dell’ambiente Wiki, una nuova tecnologia ormai diffusa, per favorire la collaborazione e la condivisione del sapere fornendo un risultato in modo semplice e concreto. Un nuovo tipo di servizio che può essere replicato in rete, integrato con altri (infografiche, web) e abbattendo i costi.

    Sintesi: E’ necessario un passaggio dalla VISIONE TOLEMAICA, con l’artigiano al centro che vede i clienti, alla VISIONE COSMOLOGICA, in sintonia coi tempi, dove l’artigiano naviga in orbite differenziate sentendo l’influenza esterna. Anche i servizi devono cambiare!

    Ps Piccola riflessione: nel microcosmo prima si studia, poi si verifica, nel macrocosmo prima si verifica poi si cerca di capire, l’artigiano deve essere aiutato a capire il mondo esterno in evoluzione!