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talent garden Archives - Sharazad

SAS Italia, una leadership che fa i conti con nuovi business model. Storia del bootcamp con Marketing Arena

On 13, Nov 2017 | In Design Thinking, Digital Lean, events, Futuro, Innovazione, News, Visual Management | By stefanoschiavo

Un bootcamp in Talent Garden. Bella occasione qualche giorno fa per ragionare su temi di grande interesse. Intelligenza artificiale, machine learning e dintorni. L’invito è arrivato da Marketing Arena, agenzia sempre attenta alle dinamiche dell’innovazione digitale.

L’evento cui sono stato invitato è stato un bootcamp in cui, con grande coraggio, SAS Italia si è messa in discussione. Si trattava di ragionare sull’identità dell’azienda, sul suo ruolo nel mercato, sugli sviluppi di temi da essa governati tradizionalmente, ma oggi sotto i riflettori grazie ad aziende come Amazon, Google, Tesla e così via.

Ah, cos’è un bootcamp? Il termine viene da quello che indica i campi di addestramento militari, ma nel nostro caso siamo in un contesto meno cruento… Si tratta infatti di un evento con un programma molto intenso e una struttura che consente di portare velocemente a terra una serie di idee proposte. Ha un valore formativo e informativo e spesso le aziende lo impostano invitando soggetti esterni per aprire gli orizzonti di discussione e cogliere diversi punti di vista.

Il dovere della leadership

Luca De BiaseParto nel mio racconto dalla fine. Spesso è una buona mossa. Mi riferisco all’intervento di Luca De Biase, capace in poche battute di evidenziare alcuni aspetti notevoli di quanto avvenuto nel corso della giornata.

Esiste, per chi opera da tempo e con successo in mercati in grande evoluzione, un rischio temibile. E cioè quello di guardare con sufficienza i nuovi venuti. Dall’alto della storia passata e dell’evidente competenza maturata, il leader tende a sottovalutare e in qualche modo “snobbare” fenomeni apparentemente minori.

L’intelligenza artificiale e il machine learning sono cosa vecchia per chi opera nel settore e la recente attenzione dei media, le innovazione che raggiungono i consumatori, come Alexa e Siri, sembrano solo divertissement rispetto alla mole di potenzialità dietro la tecnologia.

Ma Luca De Biase ha suggerito un atteggiamento diverso. Per quanto consapevoli di  essere in possesso di tutto il know-how necessario e di tutte le risorse utili a governare AI e dintorni, serve che l’azienda si prenda carico del dovere di essere leader.

Il bootcamp è stato un primo passaggio che segnava un atteggiamento di apertura utile a un confronto, non semplice davvero, con visioni esterne. Ho visto un’azienda disposta a dialogare e a lasciarsi fare i raggi X da soggetti lontani dal business e proprio per questo forse più fecondi di intuizioni utili.

L’intuizione di Marketing Arena

Sono partito dal bel finale, ma devo dire che il risultato è frutto di un percorso magistralmente organizzato da Marketing Arena.

Giorgio Soffiato presenta il bootcampGiorgio Soffiato ci ha portati all’interno degli spazi di Talent Garden, mostrando ancora una volta come l’innovazione sia figlia anche di contesti fisici diversi da quelli usuali. I partecipanti provenivano da diverse aree professionali. Giornalisti, studenti, clienti di SAS e consulenti come me. Tutti mischiati in due squadre che dovevano rispondere ad alcune questioni rilevanti sulla percezione esterna di SAS e sulle prospettive future più interessanti.

L’importanza della cultura visuale

In ogni squadra un visual designer trasformava le parole in immagini. Anche questo aspetto mi è sembrato risuonare positivamente. Ne vedevo le connessioni con tanta cultura visuale che mi proviene dal Lean Thinking (col suo Learning to see) e dal Design Thinking.

Aggiungo poi che il nostro supporto era rappresentato dalla fantastica Laura Bortoloni, partner in altre iniziative come Botteghe Digitali e tra le migliori designer in circolazione.

Il visual scribing di Laura Bortoloni

Cos’è successo nel bootcamp?

I confronti sono stati vivaci e veri. Non scontato in situazioni del genere dove il rischio è quello di costruire esperienze poco sentite in cui la forma prevale sul contenuto. E invece si è creato un confronto acceso.

Un bootcamp dagli stili complementari

Interessante in tutto questo anche la dinamica del bootcamp. I due team erano eterogenei al loro interno, ma anche profondamente diversi l’uno dall’altro. Ciò ha determinato due approcci alla sfida radicalmente alternativi.

Da una parte un percorso sperimentale aperto a leggere nuovi sviluppi di mercato, dall’altro la definizione di un ruolo diverso nei confronti dei propri clienti.

Il primo team ha infatti cercato di esplorare la relazione tra SAS e i nuovi soggetti che si stanno profilando, a livello di professioni individuali e di aziende correlate, sul mercato. Il tutto si è tradotto in una presentazione dal carattere teatrale con i diversi personaggi a mostrare limiti e possibilità che caratterizzano il futuro dell’azienda.

Il secondo team si è concentrato più sullo sviluppo del ruolo di SAS nei confronti dei suoi clienti tradizionali. La metafora di un compagno di strada e non di un semplice fornitore è stata la più gettonata. Chi oggi detiene la conoscenza su un tema innovativo non può limitarsi a un rapporto di pura fornitura. Deve salire nella barca con il cliente prendendosi i propri rischi e mettendosi in gioco. In altre parole tanti parlano di Intelligenza Artificiale, ma pochi riescono ad accompagnarti nel percorso di sviluppo. E SAS è tra questi.

Questo porta a un percorso che richiama quanto suggerito da Luca De Biase. Il suo intervento ha chiuso, come detto, l’incontro dando grandi stimoli a tutti i partecipanti e non solo all’azienda.

Il bootcamp in Talent Garden

Conclusioni

Ancora una volta vediamo riconfermata l’idea della potenza di momenti di apertura e condivisione. Rituali di confronto e partecipazione come il bootcamp, se ben gestiti come in questo caso, servono ad aprire la visione verso modi diversi di intendere il business.

Il contesto di Talent Garden, l’organizzazione e lo stimolo di Marketing Arena (e in particolare di Elena Rizzato) e l’entusiasmo di tutti i partecipanti hanno creato le giuste condizioni per un’esperienza di grande valore.

Come sperato inizialmente, i due team hanno affrontato le questioni da punti di vista molto diversi. Ne sono nate idee utili che l’azienda si è riproposta di portare avanti nei prossimi mesi. A presto, quindi!

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22

Jul
2015

In cool
events
Futuro
News
Non categorizzato
projects
Retail

By stefanoschiavo

Apre Makerland, il primo retail store in Europa dedicato al mondo dei Makers, frutto della collaborazione tra Auchan, Talent Garden, Opendot e Sharazad

On 22, Jul 2015 | In cool, events, Futuro, News, Non categorizzato, projects, Retail | By stefanoschiavo

Appuntamento a martedì 28 luglio, quando al Centro Commerciale Auchan Monza alle 11 e 30 sarà inaugurato Makerland. Si tratta del primo retail store dedicato al nuovo artigianato e alle sue tecnologie.

Come scrivono i fantastici partner di Opendot, si tratta di un “punto d’incontro per i makers e per quanti vorranno avvicinarsi a questo mondo”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Auchan, Gallerie Commerciali Italia, Opendot, Talent Garden e naturalmente noi di Sharazad.

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La grande distribuzione fa un passo eccezionale aprendosi alla cultura dell’artigianato digitale, tra creatività e innovazione. Nello store Makerland si potranno realizzare prodotti nuovi in modo semplice con la nuova tecnologia di produzione digitale davvero alla portata di tutti.

Ci saranno stampanti 3D e macchinari lasercut. Sarà possibile acquistare kit, schede elettroniche, oggetti da personalizzare. Sarà disponibile un servizio di consulenza e un laboratorio per avvicinarsi all’artigianato digitale. Come sappiamo, il movimento dei Makers ha diffuso una nuova cultura legata al fai da te che trova oggi anche nella grande distribuzione un canale di diffusione importante. Sarà anche una vetrina per la vendita dei progetti realizzati dai maker di tutto il mondo.

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Siamo davvero felici di collaborare con Auchan, Gallerie Commerciali Italia, i ragazzi di Talent Garden e Opendot. Nota di merito poi per la progettazione degli arredi per  dotdotdot! 🙂

All’inaugurazione di Makerland ci sarò anche un bel confronto sui maker che incontrano il retail. Ci saranno esperti che analizzeranno come artigiani tradizionali e artigiani 2.0 possano collaborare “per reinventare il mondo del commercio di settore”.

Per partecipare all’inaugurazione del 28 luglio basta scrivere a press.stampa@auchan.it oppure iscriversi a questo link. Ci vediamo a Monza! 🙂

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13

Jun
2014

In Futuro
News
Non categorizzato
the fab

By stefanoschiavo

Un modello architettonico per la Social Innovation

On 13, Jun 2014 | In Futuro, News, Non categorizzato, the fab | By stefanoschiavo

Settimane calde e dense di appuntamenti. La Biennale di Architettura e il Muster di FiordiRisorse, l’inaugurazione della mostra M9 e Architettando… Adesso ci attendono un bell’evento a H-Farm con ArtVerona e un fine settimana ancora profondamente veneziano, mentre un’intera delegazione lussemburghese viene in visita a Milano per conoscere i nostri progetti.

C’è qualcosa che unisce i puntini, come direbbe Roberto, e che fa emergere un quadro di sintesi di un’esplorazione che ci vede impegnati da qualche tempo.

biennale

Abbiamo in questi anni accompagnato molte aziende in un percorso di sviluppo centrato sulla rete con altre realtà, sull’adozione di una cultura social, aperta, curiosa che apre le porte a collaborazioni con l’arte, il design, il digitale e la creatività per cercare nuovi modi di entrare in ascolto e scambio con i clienti.

Ma questa cultura si declina su molte altre aree.

1. Abbiamo sperimentato nuovi modi di lavorare, spazi fisici e ambienti virtuali, strumenti di collaborazione e metodi di lavoro. A The Fab, il nostro coworking artigiano digitale di Verona, ma anche nelle collaborazioni con H-Farm, nel felice incontro con TAG e in molte altre occasioni abbiamo capito che sempre si tratta di un atteggiamento aperto alla condivisione, generoso e coraggioso, in cui lo scambio tra le persone precede la costruzione del processo.

2. Stiamo esplorando un nuovo concetto di retail, di marketing, di ricerca e sviluppo in una co-creazione di contenuti ed esperienze virtuosa e scalabile. Per attivare una vera social innovation serve un approccio mentale che cerca di uscire in maniera intelligente dall’area di comfort, rinunciando a inutili difese di un know-how su cui non si fonda più il vero vantaggio competitivo.

superquark

3. Le startup, fra cui la nostra tipografia Lino’s Type, sono la prima manifestazione di questo atteggiamento orientato alla sperimentazione snella, ma anche i progetti di innovazione che ogni giorno incontriamo sono l’esito prima di tutto di un pensiero nuovo sul modello economico.

4. La formazione e la didattica sono fondamentali per comunicare questo modo di leggere le relazioni di business.

visual

Perché proprio dalle relazioni parte oggi ogni progetto che voglia incidere nei rapporti economici. Che siano gli architetti incontrati in Biennale o ad Architettando, che siano gli innovatori di H-Farm e FiordiRisorse, che siano i coworker di Talent Garden e The Fab, le relazioni tra le persone sono il punto di partenza e d’arrivo dell’attività progettuale.

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28

Feb
2013

In cool
events
News
the fab

By stefanoschiavo

L’innovazione e la retorica della crisi

On 28, Feb 2013 | In cool, events, News, the fab | By stefanoschiavo

Sono giorni di discorsi mesti e sfiduciati sul futuro del nostro Paese. Chi per protesta, chi per delusione, chi per nostalgia, in tanti sembrano votati a previsioni negative. Il racconto attorno alla nostra economia pare dettato da un impulso all’autocommiserazione e al pessimismo.

Quasi sempre c’è il ricorso a un alibi esterno di quelli che racconta Velasco. Un avversario politico, una moneta che ci stritola, una tassazione insopportabile, una burocrazia estenuante, i vecchi che stigmatizzano i giovani, i giovani che se la prendono con lo spazio non concesso, e poi il populismo devastante e la palude dei vecchi apparati, la giustizia impantanata, gli evasori, i corrotti, il maschilismo e la criminalità.

Noi ci crediamo poco a questa narrazione. Non perché non presenti tratti di verità, ma perché la riteniamo troppo comoda. Per quanto fondata su situazioni oggettivamente difficili, non ci pare sufficiente a giustificare l’arrendevolezza di tanti pronti a espatriare alla prima delusione. Come direbbe Roberto, visto la settimana scorsa a Talent Garden Milano, citando il buon Renzo Piano, “partire per poi tornare” portando con sé tutte le novità del mondo. Che dobbiamo conoscere a fondo. Per fare qualcosa di importante qui.

Con ingiustificabile ritardo citiamo quindi il bel post che Laura ha scritto sull’esperienza di The Fab, sulla Fab Session, su Lino’s Type e i crafters di Futuro Artigiano. Le sue belle parole colgono al meglio il nostro spirito e l’atmosfera che si respira qui a Verona. Non siamo sicuri che la strada sia già segnata, che ci sia davvero un tesoro alla fine di questo percorso, ma non perdiamoci adesso a recriminare prima ancora di averci provato. Attorno a noi vediamo un entusiasmo coinvolgente e il Paese in cui stiamo è il posto migliore in cui provarci, fuori dalla retorica e dalle autoassoluzioni preventive…

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