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lino’s type

02

Oct
2014

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Futuro

By Stefano Schiavo

Lino’s Type e Roland alla Maker Faire di Roma

On 02, Oct 2014 | No Comments | In cool, events, Futuro | By Stefano Schiavo

Inizia la Maker Faire di Roma e tutto è pronto per gestire l’Infopoint dell’area Artigiani Innovativi. La Heidelberg è per strada e le macchine di Roland già pronte. Le Stampomatica concluderanno uno stand che crea un legame reale tra nuove tecnologie digitali e storici macchinari letterpress. Il connubio creerà qualcosa di unico che vi invitiamo a scoprire venendoci a trovare al Parco della Musica nei prossimi giorni!

Comunicato stampa LinosType Maker Faire

Comunicato stampa LinosType Maker Faire

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30

Sep
2014

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By Stefano Schiavo

Alla Maker Faire di Roma con Lino’s Type, Roland e Tecnificio

On 30, Sep 2014 | No Comments | In cool, events, Futuro, News | By Stefano Schiavo

L’impresa non si presenta facile, ma quando Stefano chiama, noi ci siamo! :)

Quando ci è stato chiesto di gestire un infopoint nella sezione Artigiani Innovativi della straordinaria Maker Faire di Roma (tra il 3 e il 5 ottobre), abbiamo pensato che in effetti non poteva esserci situazione migliore per mostrare la connessione tra nuove tecnologie di manifattura digitale e tradizione artigiana.

mkaer_faire_posterLino’s Type, la nostra tipografia letterpress veronese, ha esplorato negli ultimi anni la capacità di vecchie tecniche e lavorazioni di interpretare linguaggi nuovi dal punto di vista grafico e di connettersi allo stesso tempo con lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali.

È stato facile allora pensare di portare a Roma la macchina simbolo del nostro laboratorio, un’Heidelberg non proprio leggerissima, e di coinvolgere partner come Roland e Tecnificio nella realizzazione di uno spazio editoriale al centro della Fiera.

Lì il nostro Lino, l’artigiano che ci ha iniziato all’arte nera e che ci ha guidato nel recupero della tradizione letterpress, insieme a Elisa, Nicola, Marco, Barbara, Silvio e tanti altri amici che passeranno per lo stand, produrranno materiale informativo sulla Fiera e permetteranno ai visitatori di personalizzare con l’uso di alcune Stampomatica, biglietti e poster prodotti con un mix di tecnologie di stampa digitale e di stampa tradizionale.

Un esperimento tutto da seguire che partirà dal trasporto della poderosa macchina dalle coste dell’Adige a quelle del Tevere, ma poi continuerà con invenzioni e idee lungo tutti i giorni della Fiera.

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05

Nov
2013

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By Stefano Schiavo

Che ci facciamo in carcere a Torino? Appuntamento a The Others, l’arte contemporanea emergente

On 05, Nov 2013 | No Comments | In cool, events, News | By Stefano Schiavo

“That’s how we do BOOM! and that’s how we reject the idea of crisis that’s gripping, that’s on everyone’s lips and that blocks everything. The Others believes in this possibility, and invites everyone to submit their own idea of BOOM!, proposing a project, an artist, a work.”

stampomatica logoLa proposta di The Others sembrava fatta appositamente per portare lo spirito Stampomatica a Torino. In concomitanza con Artissima, il progetto espositivo, ospitato nelle celle dell’ex carcere Le Nuove, si interroga su un modo diverso di vedere la crescita economica. Per questo il titolo BOOM!

Con gli amici di Tecnificio e Lino’s Type, abbiamo pensato a Boom! Esplosione di caratteri. Dal 7 al 10 novembre, utilizzeremo la stampa letterpress homemade di Stampomatica per creare connessioni e rete nel mondo dell’Arte.

Pensiamo infatti che una strada importante per ritornare alla crescita, non solo economica, sia quello della collaborazione e mischiare, confondere, incrociare gli stimoli è una nostra missione. Come con Benfatto, Promenade e tanti altri progetti in cui siamo coinvolti.

Non vi sveliamo di più sperando di vedervi questo fine settimana a Torino. Intanto noi ci prepariamo con stampante 3D, cartoline vintage e rullo per il colore…

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19

Sep
2013

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By Stefano Schiavo

Il design tra il rimpianto dei distretti e la nuova distribuzione

On 19, Sep 2013 | 2 Comments | In events, Futuro, News, the fab | By Stefano Schiavo

C’è un’area del saper fare italiano che per ragioni personali e professionali ci sta molto a cuore. Parliamo del design e di tutti gli annessi e connessi. Abbiamo lavorato e ancora collaboriamo con una realtà come Lago, ci troviamo ogni giorno a fianco di designer nuovi o affermati, di imprenditori, di falegnami e tecnici, di esperti di interior e manager e cogliamo costantemente il patrimonio di conoscenze, di esperienza e di entusiasmo che questo settore ancora esprime in Italia.

Eppure qualcosa negli ultimi anni si è rotto… Da traino di un’economia orientata all’export e capace di cogliere opportunità in ogni parte del pianeta è come se si fosse perso un legame. Chiusi a guardarsi l’ombelico tra proteste fiscali e mancata inclusione dei giovani, in difficoltà nella comprensione di quel che avveniva nel mondo, ora l’arredo-design sembra non trovare strade nuove per ripartire, se non assistendo attonito alla calata di Ikea…

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Dal nostro punto di vista, che sposa come sempre un’attenzione alla produzione di qualità ad un’inguaribile curiosità per i nuovi modi di esprimersi nel mercato, dal questo nostro punto di osservazione ci sembra che quel legame perso sia figlio di una cesura generazionale e culturale tra chi ha inventato e fondato il Made in Italy dei distretti e chi oggi si trova a emigrare per dar sfogo a quella voglia di cambiare le cose che qui non sembra trovar ascolto.

Un aspetto di questa complessa situazione che più di altri ci piace esplorare è quello della distribuzione:

- del nuovo modo di fare retail (ci è piaciuto recentemente questo bel video di Monocle anche se i prodotti presentati necessiterebbero di qualche intervento… ma in ogni caso di grande valore per la nostra startup tipografica Lino’s Type)

- del nuovo modo di vendere che passa anche attraverso un uso più evoluto del web, non più vetrina, ma luogo di eccellenza per l’attivazione di relazioni continuative

- di nuovi e fondamentali spazi reali in cui cementare i contatti virtuali, in cui toccare gli oggetti, parlare alle persone, esprimere la convivialità

Recentemente abbiamo visto nascere l’esperienza berlinese di Fab.com, quella californiana di Zanoby con il nostro amico Roberto e poi MakeTank, recentemente ospiti a The Fab, Buru BuruFormabilio e tanti altri. Confrontandoci con alcuni di loro abbiamo capito che il gap di cui parlavamo prima è ancora più profondo di quello che immaginavamo. La comprensione delle esigenze di questo tipo di distribuzione non è alla portata delle nostre aziende manifatturiere, bollite come la famosa rana nella pentola del fare quotidiano, incapaci di affrontare adeguamenti creativi, organizzativi e culturali.

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Pensiamo che sarebbe bello portare un po’ di questi esempi all’interno degli spazi di confronto degli operatori del settore, creando un momento di crescita e tracciando la strada per un adeguamento delle nostre aziende ai nuovi standard richiesti dal mercato. Non è questione di consulenze o agenzie di commercio, di management o nuova imprenditorialità. Pensiamo basti cominciare mettendo in contatto chi sa fare, chi ha idee e chi può diffonderle.

A volte è solo una questione di prospettiva con cui si guardano le cose. L’obiettivo è anche capire di cosa ha bisogno chi può portarti a vendere in nuovi modi e in culture lontane. L’occasione è forse più vicina del previsto, ma ve ne parleremo a tempo debito… Intanto continuiamo ad affrontare questo tema che sempre più ci interessa approfondire.

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26

Jun
2013

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In News
the fab

By Stefano Schiavo

Siamo designer o artigiani? Ovvero l’unico modo per comprendere questa rivoluzione è farne parte

On 26, Jun 2013 | No Comments | In News, the fab | By Stefano Schiavo

Per noi che ci siamo inebriati delle idee di Roberto Verganti, che abbiamo vissuto una stagione di emozionanti scoperte circondati da designer provenienti da tutto il mondo, che abbiamo frequentato straordinari creativi con uno sguardo visionario sulla società e sulle cose, per noi ciò che oggi sta avvenendo apre questioni importanti e difficili.

Mi riferisco a quanto accade nel mondo della produzione e dell’economia manifatturiera, a Futuro Artigiano e a quanto gira attorno ai concetti che da un po’ esploriamo in prima persona. I problemi si riferiscono al rapporto con i designer, alla funzione di questi in questo nuovo paradigma, alla sintesi tra le nuove professionalità emergenti. La citata design-driven innovation ha rappresentato una visione affascinante che ha dato un senso nuovo alla creatività italiana superando quel complesso nei confronti dello sviluppo formalmente manageriale dell’universo aziendale.

Essa poneva l’accento su un designer in grado di sviluppare un’innovazione radicale di senso e significato partendo da una forte sensibilità nei confronti di quanto emerge nella società, anticipando e mediando tra un proprio approccio personale e i segnali meno espliciti del mercato. 

La centralità del designer, la sua cultura aperta, la sua empatia con lo scorrere delle cose si sviluppavano in una ricerca virtuosa fatta di creatività, perizia e intuizione. Una figura titanica e romantica che forse oggi scricchiola.

Scricchiola perché sta emergendo una nuova figura chiamata in tanti modi diversi, maker, crafter o più sobriamente artigiano. Essa ha un carattere meno eroico, si fonda su una profonda conoscenza materiale, su ore di duro lavoro necessario ad accumulare un saper fare che non può essere studiato a tavolino o imparato sui libri.

La centralità della cultura materiale dell’artigiano sembra un arretramento rispetto alla capacità di lettura dei bisogni latenti della società che caratterizzava il designer. Sembra quasi che l’aspetto tecnico, l’innamoramento per il proprio prodotto, al di là e quasi contro il resto del mondo, prevalga.

Ma così non è. E questa è la grande novità.

L’artigiano di oggi non è chiuso nella sua bottega a provare e riprovare gli stessi schemi, dimentico degli altri e restio ad ogni contaminazione. Al contrario il protagonista di questa sorta di craft-driven innovation apre il suo laboratorio alle persone curiose di sperimentare e recuperare un rapporto con la produzione (spesso autoproduzione), confonde la propria competenza con nuovi stimoli tecnologici più o meno digitali (la stampa 3D, Arduino e tutto l’armamentario dei Fab Lab), viaggia, si arricchisce di esperienze, è aperto alla collaborazione, alla rete, alla trasparenza e a tutto il meglio della cultura “social” dell’ultimo decennio e infine fa il designer e anche qualcosa di più. Si sporca le mani e, parafrasando, sta sopra il suo tempo senza starne fuori.

La figura che ne esce è quanto di più lontano dal vecchio e stantio paradigma dell’artigiano in autoesilio, ma anche da quell’improbabile entità salvifica del designer capace di trasformare in oro ogni suggestione che la società gli offra.

Questa strada battuta da Stefano Micelli sul percorso tracciato da Richard Sennett, che trova echi nelle più recenti evoluzioni californiane (abbiamo ancora in mente la bella serata del Galileo Innovactors’ Festival), mostra già esempi eccellenti, un’economia in sviluppo e un oceano di altri casi che un po’ alla volta stiamo scoprendo e catalogando. Li stiamo conoscendo questi artigiani e parlar con loro non è facile. Stiamo noi stessi assimilando la loro cultura, ci scontriamo con gli stessi problemi e in qualche modo stiamo evolvendo. Fino ciò che abbiamo capito è che l’unico modo per comprendere questa rivoluzione è farne parte.

Il nuovo trend del design, che cambia radicalmente il ruolo dei designer, degli stilisti, degli intermediari culturali tra idea e prodotto, sta sviluppandosi nei centri delle nostre città, in spazi industriali aperti nelle zone più vitali del nostro Paese. La città è fondamentale in questo nuovo Rinascimento che torna alle radici della cultura materiale proiettandola in una nuova estetica di incompiuto e relazioni. Un’estetica in altre parole aperta e partecipativa. The Fab a Verona è un primo esempio virtuoso, con la sua tipografia letterpress Lino’s Type, coworking artigiano, spazio d’eccezione che continuamente esplora questa nuova estetica e in questo modo un nuovo concetto di design.

Dal nostro punto di vista le due figure che abbiamo di fronte non si escludono, ma nemmeno si integrano come fossero professioni complementari. Sono piuttosto da integrare in maniera nuova, con designer meno patinati che cercano il rapporto con l’esperienza produttiva (ho visto di recente un workshop di Lagostudio in cui i giovani studenti producevano le loro creazioni in totale assenza di supporti digitali, come a dire che la creatività cresce nella relazione fisica con la materia) e artigiani che integrino nella loro cultura una certa imprescindibile visione del mondo e delle persone.

 

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08

Apr
2013

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By Stefano Schiavo

Lino’s Type sulla Nuvola… tra Arduino e Gutemberg

On 08, Apr 2013 | No Comments | In Futuro, News, the fab | By Stefano Schiavo

Lino’s Type, “startup di nuova economia artigianale” citando le parole di Alessio nell’articolo sulla Nuvola di corriere.it, è un’avventura sempre più entusiasmante.

Mentre Giovanni è sulla buona strada per le famose “diecimila ore” che servono a creare un artigiano, Laura lo mette alla prova con una creatività continuamente alla ricerca di nuove sfide. Nicola trova modi sempre diversi per relazionarsi con quel che di più interessante succede nel mondo.

Ecco allora, all’interno di The Fab, susseguirsi la presenza di Luca Barcellona in una serata memorabile, lo sviluppo di un progetto in onore di Massimo Banzi, l’inventore di Arduino, da poco tornato, grazie al bel lavoro del’amico Roberto Bonzio, nella sua scuola di Desio e omaggiato di un lavoro di Lino’s Type. Poi l’articolo su corriere.it.

Ma principalmente l’entusiasmo che si vede crescere attorno al progetto ci dà il senso dell’importanza che questo approccio alla generazione di nuova economia può avere.

La squadra già di per sé notevole continua ad aprirsi a nuovi collaboratori, a nuove idee. I clienti stessi non sono un mero destinatario di un design chiuso in se stesso, ma diventano l’interlocutore principale per uno sviluppo condiviso di intuizioni e proposte.

Tutta la scuola del design thinking, dell’organizzazione snella e del social business sono al servizio di un laboratorio artigiano e qualcosa di eccezionale sta davvero avvenendo. Le visite di scuole, istituzioni, appassionati e curiosi ci piacciono e ci danno la giusta dose di entusiasmo per continuare l’avventura e farla diventare un esempio di ciò che è possibile fare in questo momento per pensare in modo nuovo la nostra manifattura.

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28

Feb
2013

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By Stefano Schiavo

L’innovazione e la retorica della crisi

On 28, Feb 2013 | No Comments | In cool, events, News, the fab | By Stefano Schiavo

Sono giorni di discorsi mesti e sfiduciati sul futuro del nostro Paese. Chi per protesta, chi per delusione, chi per nostalgia, in tanti sembrano votati a previsioni negative. Il racconto attorno alla nostra economia pare dettato da un impulso all’autocommiserazione e al pessimismo.

Quasi sempre c’è il ricorso a un alibi esterno di quelli che racconta Velasco. Un avversario politico, una moneta che ci stritola, una tassazione insopportabile, una burocrazia estenuante, i vecchi che stigmatizzano i giovani, i giovani che se la prendono con lo spazio non concesso, e poi il populismo devastante e la palude dei vecchi apparati, la giustizia impantanata, gli evasori, i corrotti, il maschilismo e la criminalità.

Noi ci crediamo poco a questa narrazione. Non perché non presenti tratti di verità, ma perché la riteniamo troppo comoda. Per quanto fondata su situazioni oggettivamente difficili, non ci pare sufficiente a giustificare l’arrendevolezza di tanti pronti a espatriare alla prima delusione. Come direbbe Roberto, visto la settimana scorsa a Talent Garden Milano, citando il buon Renzo Piano, “partire per poi tornare” portando con sé tutte le novità del mondo. Che dobbiamo conoscere a fondo. Per fare qualcosa di importante qui.

Con ingiustificabile ritardo citiamo quindi il bel post che Laura ha scritto sull’esperienza di The Fab, sulla Fab Session, su Lino’s Type e i crafters di Futuro Artigiano. Le sue belle parole colgono al meglio il nostro spirito e l’atmosfera che si respira qui a Verona. Non siamo sicuri che la strada sia già segnata, che ci sia davvero un tesoro alla fine di questo percorso, ma non perdiamoci adesso a recriminare prima ancora di averci provato. Attorno a noi vediamo un entusiasmo coinvolgente e il Paese in cui stiamo è il posto migliore in cui provarci, fuori dalla retorica e dalle autoassoluzioni preventive…

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23

Nov
2012

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By Stefano Schiavo

I ragazzi di Ca’ Foscari in visita a The Fab

On 23, Nov 2012 | No Comments | In cool, events, News | By Stefano Schiavo

Ci sembra vivo l’interesse per The Fab, probabilmente per lo spirito nuovo che contraddistingue questa avventura veronese. Dopo Marco che ci ha fatto una piacevole visita qualche settimana fa, ecco Valentina da Digital Accademia mercoledì e poi un’intera classe universitaria e due professori che verranno a conoscere le macchine tipografiche di Lino’s Type all’interno dello spazio di Vicoletto Valle, a scoprire le diverse professionalità che vi si muovono e a cercare di capire come si sviluppa il mondo produttivo e dei servizi in questo tempo di grandi rivolgimenti economici.

Come ci dice Manuel, uno dei docenti che accompagneranno gli studenti

La denominazione del corso è Imprenditorialità, start up e sviluppo d’impresa ed è un corso universitario all’interno del corso di laurea magistrale Economia e gestione delle aziende, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Saranno quindi una ventina di studenti dell’ultimo anno e ci sembra il momento giusto per confrontarsi con noi, in vista dei loro primi passi nel mondo del lavoro. Qui c’è la scheda del corso.

Ad accompagnarli saranno Sergio Faccipieri e appunto Manuel Bordignon, tra i più innovativi docenti che abbiamo finora incontrato. Chissà se piaceranno le Fab Sessions, la nuova formula didattica che Andrea sta  sperimentando con noi proprio qui dentro… Lo scopriremo giovedì.

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30

Jul
2012

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By Stefano Schiavo

Lino’s Type comincia a farsi strada. E si parte con ‘Lean of Type’.

On 30, Jul 2012 | 4 Comments | In cool, projects, school | By Stefano Schiavo

Lino’s Type è il primo esperimento che il nuovo spazio di Vicoletto Valle a Verona ospita. Vi abbiamo già raccontato che stanno arrivando le Heidelberg, quella sorta di Harley-Davidson senza ruote che faranno bella mostra di sé a due passi da Castelvecchio.

Esperimento è il termine appropriato per descrivere un’idea che seguirà la ricetta della Lean Startup di Eric Ries. Con l’aiuto del nostro amico Andrea manterremo snello lo sviluppo di un’iniziativa che sarà un successo solo in ragione di quanto saprà mantenere uno spirito leggero e intelligente.

Partiamo pertanto con Lean of Types: formeremo su questi concetti tutti i partecipanti attraverso una sessione operativa sul campo nella tipografia stessa. Il prototipo di un modo nuovo per comunicare la teoria organizzativa… insomma tutta la Lean in una giornata di fine estate! Ma di questo parleremo subito al rientro dalle ferie.

Ci stanno aiutando in questa avventura Matteo e Tommaso, Alessio e Marco, ma specialmente Laura che, tra un carattere mobile e un link a NORAHrrr, sta scoprendo i segreti delle macchine cha abbiamo acquistato da Lino, il fantastico artigiano delle Tipografia Borgo Roma cui non par vero di poter insegnare la sua arte a nuove generazioni entusiaste anziché buttare al vento l’esperienza di una vita.

E l’intento di Lino’s Type è proprio quello di dare una nuova prospettiva a questa passione e a questa conoscenza, proiettandole anche nel web attraverso il design, attraverso eventi e progetti che mettono insieme la produzione di workshop e idee creative adatte alle prospettive internazionali che le competenze dei nostri distretti meritano.

Un progetto che pensiamo possa essere apprezzato da tutti coloro che raccontano il nuovo vento ‘hands-on‘ che soffia nel mondo. Un’aria che è anche fatta di stampanti 3D e di etsy.com, ma soprattutto di un nuovo sguardo sulla manifattura, di un nuovo incontro tra generazioni che l’economia a volte tende a dividere, ma che la passione per il lavoro può ancora una volta riunire.

Fra poco il sito. Per ora ve ne parliamo qua su Sharazad. A presto.

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16

Jul
2012

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sharazad

By Stefano Schiavo

Meet the Innovators a Verona nel nuovo spazio di Lino’s Type

On 16, Jul 2012 | One Comment | In cool, events, sharazad | By Stefano Schiavo

Tutto in una sera, verrebbe da dire.

Uno spazio manifatturiero, la nuova tipografia Lino’s Type, che accoglie il pensiero creativo. L’idea è che solo in questo incontro tra fare e pensare, tra esperta perizia delle mani e serrato baluginare dei pensieri, possa nascere la vera innovazione.

E’ infatti in questo stesso spazio veronese che si troveranno a lavorare insieme Uncò, Amplificatore Culturale, Sharazad e tutti quelli che vorranno prendere questo come luogo di lavoro e coworking.

Sono passati solo pochi giorni dall’evento che ha aperto per la prima volta la sede di vicoletto Valle e, come si usa dire, l’eco della magnifica serata non si è ancora spenta. Tra torchi da stampa, cucitrici e pareti grezze, sotto luci industriali e davanti a imprenditori, manager e studenti, si è svolto Meet the Innovators.

Erano tanti i partecipanti ad ascoltare gli innovatori che hanno portato i nostri amici di Quaeryon, Elena, Vito e Amina, che hanno presentato il manifesto dell’Humanistic Innovation.

A coordinare e accendere il tutto l’inesauribile Roberto Bonzio di Italiani di Frontiera. Attraverso il racconto delle storie di italiani che hanno conquistato la frontiera americana arricchendola di fantasia, intelligenza e creatività, Roberto ha introdotto i racconti incrociati di Marco di Local Italy, Massimo del Cowo, Maurizio di Ferroli, Nicola di B-sm@rk, l’imprenditore Romano e infine Vito di Quaeryon.

Tutti appassionanti e ricchi di spunti per quanti sono venuti a scoprire gli spazi di Lino’s Type. Il connubio tra location e evento è stato quanto mai azzeccato. La nostra scommessa sta tutta qua. Mani e voci che testimoniano di una cultura manifatturiera di cui siamo così ricchi, ma che non trova la capacità di ricollocarsi culturalmente nelle nuove dinamiche sociali.

- grazie a Andrea Pendin e Tenuta L’Armonia -

A meno di non creare un nuovo patto con una conoscenza fatta di creatività, pensiero, significato e design che sarebbe un peccato relegare in spazi chiusi di anonimi uffici. Stiamo provando a farli incontrare e giovedì è stata solo la prima di molte occasioni a venire.

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