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genova Archives - Sharazad

03

Lug
2018

In Futuro
Innovazione
Maker
News
Tecnologia

By stefanoschiavo

Cosa fa di Maker un evergreen? Qualche risposta da Genova

On 03, Lug 2018 | In Futuro, Innovazione, Maker, News, Tecnologia | By stefanoschiavo

Scrivere un libro non è cosa da tutti i giorni. E per chi lo fa per la prima volta può costituire una fonte di sorprese e scoperte importante. Quando Alberto Maestri mi ha chiesto di sviluppare un manuale per i Maker, la cosa mi è sembrata strana, ma lusingante. In effetti non mi potevo considerare un maker, neppure estendendo e stiracchiando oltremodo il concetto…

Ma i maker li conoscevo e frequentavo e avevo un po’ di opinioni sul fenomeno, anche se non sempre lusinghiere. Anche coinvolto dall’entusiasmo del team di FrancoAngeli che stava lanciando la nuova collana legata alle Professioni Digitali di cui il mio testo sarebbe stata una delle prime uscite, accettai. Con acribia mi misi all’opera.

Un salto tra i maker di Genova!

Di tutto questo ho parlato sabato a Genova invitato da Andrea e Sylvie di Lino’s & Co. Di fronte a me bei personaggi non del tutto digiuni dell’argomento, ma che ho trovato interessati al mio punto di vista. Anche perché nel frattempo Alberto Maestri mi confermava il carattere da “evergreen” di #Maker.

Evergreen?

Cosa rende questo libro una lettura non effimera?

Da una parte il perdurare del fenomeno, l’interesse per un nuovo modo di affrontare l’innovazione tecnologica.

Dall’altra il mantenimento, e forse il consolidamento, dello iato tra movimento maker e aziende.
A un livello c’è stata Industria 4.0 con dei tavoli che non hanno visto protagonisti i maker. Ma anche su un piano di piccole imprese manifatturiere si è vista un’evoluzione delle nostre aziende. Un percorso che unisce Digital Transformation e Storytelling Artigiano. Ma anche qui i maker non erano i leader dell’evoluzione.

La presentazione di Maker in Lino's & Co Genova

In qualche modo le avvertenze che avevo scritto nel libro si stavano rivelando profezie corrette. La tecnologia è un amplificatore. Se dietro non c’è un processo di business solido, rischia di amplificare una situazione caotica. I maker erano un fenomeno di moda e la loro visibilità mediatica rischiava di non farli diventare centrali nel dibattito economico reale. Rimanere sui palchi e nelle fiere, essere intrappolati nella narrazione.

Contenuti da non buttare…

I contenuti del libro sono ancora attuali e questo rende la sua lettura probabilmente utile a chi si stia avvicinando ai Fab Lab e ai makerspace. Inoltre le considerazioni al suo interno sono adatte a molti fenomeni di innovazione che rischiano di avere un carattere effimero. Dalle startup agli artigiani digitali. Dai maestri dell’inbound marketing ai fautori del design thinking

Il libro spiega che prima di tutti gli strumenti e le metodologie stanno degli obiettivi di business e del valore da portare ai clienti. Certe idee sono quindi sempre utili quando affronti un percorso di innovazione. Specialmente quando si è, come gli interlocutori di Genova, bravi e appassionati. Il rischio di concentrarsi sui propri asset e sul proprio know-how è dietro l’angolo, ma ci sono atteggiamenti e approcci che possono aiutare. E in Maker sono, a detta di molti, ben descritti. Forse questo gli dà una vita più lunga e un interesse che si propaga anche territorialmente.

Stefano Schiavo presenta Maker a Genova

 

La sfida di Genova

Approfitto del post per fare i complimenti al team di Genova che sta affrontando un progetto impegnativo e avvincente. I primi risultati sono splendidi e ora serve un salto di qualità che sarà permesso dall’interesse generato in tutto il territorio. La Liguria ha potenzialità straordinarie che rischiano di essere perdute se non si attiva un atteggiamento di relazione e apertura non sempre in linea con la tradizione del luogo. La sfida è ancora una volta culturale, ma le persone che ho visto sabato sono in grado di vincerla. Con coraggio e determinazione.

La presentazione di Maker in Lino's & Co Genova

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06

Nov
2011

In cool
events
report
sharazadontour

By stefanoschiavo

Godzilla contro Arduino

On 06, Nov 2011 | In cool, events, report, sharazadontour | By stefanoschiavo

Lo si è visto protagonista all’ultima Maker Faire di New York. E’ Arduino, il framework opensource che sta cambiando il nostro rapporto con l’elettronica e l’automazione. Il progetto italiano di hardware opensource rappresenta il passo più interessante per spostare le logiche di innovazione della Rete nell’ambito del fare.

A noi di Sharazad questa strada piace davvero molto. E’ uno dei migliori esempi di quel percorso di cui abbiamo parlato recentemente a Verona e che sta ridefinendo gli equilibri della produzione e della distribuzione.

Negli ultimi anni il web ha cambiato il modo di pensare e fare business. Grazie al digitale abbiamo visto svilupparsi tante start-up fatte da giovani che hanno saputo mettersi in gioco e lanciarsi in coraggiose sfide professionali. Il nostro territorio è protagonista di questo percorso con realtà interessanti come H-Farm e M31.

Arduino è il ponte tra questa straordinaria vitalità che opera nello spazio virtuale di applicazioni e siti web e il mondo più concreto di chi si muove nel saper fare artigiano, nella produzione fisica che però guarda al futuro in maniera innovativa. Ce l’ha raccontato bene Stefano Micelli nel suo ultimo libro. Che ci ha anche parlato del mondo dei fab lab.
I fab lab sono eventi tutt’altro che isolati. Sulle orme del MIT stanno nascendo anche in Italia e sono un po’ l’istituzionalizzazione e la rivisitazione in chiave pubblica di quei garage della Silicon Valley che tanto hanno dato all’innovazione negli anni. E’ un ulteriore passo verso lo sviluppo di una progettazione e realizzazione realmente aperte. La community italiana, guidata dal padre di Arduino Massimo Banzi, si è data appuntamento il 29 ottobre al fab camp di Torino.

– la nostra fantastica guida a ardusumo a genova –

E’ stato quindi inevitabile che a Genova, dove  Massimo ha presentato le ultime evoluzioni del progetto, Sharazad andasse a divertirsi con Ardusumo. Nel contesto del bel Festival della Scienza, la scheda Arduino ha dato vita a una lotta all’ultimo sensore tra piccoli robot programmati e montati dai partecipanti ai workshop. Ragazzi e adulti si sono dedicati alla scelta dei migliori parametri per rendere imbattibili i lottatori che poi si sono confrontati su una minipedana da sumo, circondati da un tifo degno di sfide sportive d’altri tempi.

Lo diciamo subito. Abbiamo perso. Ma solo in finale dove siamo giunti grazie a una grande prestazione agonistica 🙂

 

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