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festival città impresa

14

Apr
2014

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By Stefano Schiavo

Cinque idee dal Fuorisalone di Milano tra Artigianato e Cibo

On 14, Apr 2014 | One Comment | In cool, events, News, report | By Stefano Schiavo

Grande spolvero per gli artigiani italiani al Fuorisalone milanese. Chi si è mosso tra Lambrate, Tortona, Brera e le altre zone del Design ha sicuramente visto come il taglio artigiano sia stato forte quanto quello gastronomico.

Per quest’ultimo c’era un incombente Expo a tema Cibo a tirare gli sforzi dei brand. Si vedevano aziende di interni con in serbo improbabili progetti cross tra design e food…

Invece il tema del ritorno alla manifattura era figlio di un’urgenza meno “vincolata”. Il cambio di sensibilità è manifesto e costituisce forse un cambio di paradigma economico. Un rientro dai capannoni romeni si mischia ai sottoscala zeppi di stampanti 3D. Resta, come dice Stefano, il problema della scalabilità, dell’uscita dalla fase sperimentale, dell’adeguamento della scuola e della formazione in generale, del confronto con la comunicazione digitale e delle politiche di internazionalizzazione.

eataly

Ciò detto e ricordando il successo di un’edizione del Festival Città Impresa che ha affrontato proprio questi temi con Nicola, Stefano, Marco e tanti altri amici, proviamo a fare la nostra selezione di idee che ci hanno appassionato nelle giornate trascorse in una davvero magnifica Milano.

Sicuramente impressa nella memoria resta la terrazza di Onwards dove ogni giorno si sono sviluppati i confronti tra designer, produttori, giornalisti e intellettuali che partivano da esperienze concrete per parlare degli sviluppi del mondo del design. Ricordiamo Filippo Berto, Diego Paccagnella, Fabio Ciciani immersi nel verde di un roof che non aveva niente da invidiare a Manhattan!

onwards1

La seconda citazione è per due esposizioni di collezioni davvero belle. Nello spazio Nonostantemarras Segno Italiano ha mostrato i suoi prodotti in “un volo a planare” davvero emozionante. Ad ASAP invece era Internoitaliano a esporre soluzioni di una qualità straordinaria. In entrambi i casi la precedenza è andata ai prodotti e la maestria artigiana è stata capace di farli parlar da soli. Non sempre è così, ma la cultura dell’autentico porta proprio a questo tipo di risultati che dovrebbero essere la costante di un design ben fatto.

nm1

nm

Infine L’eco bookshop Valcucine ha dato il meglio di sé con una fucina creativa ospitata nel piano inferiore dove l’energia produttiva dell’azienda nordestina ha incrociato un flusso di idee e braccia.

valcucine

Tanto altro è avvenuto in queste giornate milanesi. Impossibile dimenticare la mostra Mondopasta a Subalterno1 dove Tecnificio è riuscito a coinvolgere una serie di designer nell’hackeraggio del mondo della pasta. Stampanti 3D e Lasercut, grilli e tatuaggi per ripensare uno dei nostri prodotti più tabù…

mondopasta

Infine complimenti a Sara e Youcangroup che ha organizzato con Alce Nera uno speed hacking innovativo nel format e nelle idee sul mondo del food…

speedhack

Queste due ultime segnalazioni toccavano il tema Food e sono davvero la base per pensare all’Expo in maniera innovativa e dirompente. Sarebbe bello vedere queste iniziative incrociarsi perché quell’idea di diventare scalabili e sostenibili è fatta anche di strade da percorrere insieme dove le energie possono permettersi di puntare a diversi e più estesi pubblici… Le condizioni ci sono tutte. Mettiamoci all’opera.

milano

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09

May
2012

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By Stefano Schiavo

Nuovi Italians Crescono con la cosmesi naturale di Taylor&Greene e i caratteri 3D di Lino’s Type

On 09, May 2012 | One Comment | In cool, events, projects, sharazad | By Stefano Schiavo

Cosa dire di Nuovi Italians Crescono? Sull’evento si è detto moltissimo. Bello vedere l’interesse che si è creato attorno all’iniziativa condotta in modo brillante da Beppe Severgnini e guidata da Stefano Micelli.

- cliccate sull’immagine per rivedere l’intero evento -

Non volendo esagerare nei commenti, soddisfatti di quanto accaduto, cominciamo a parlare dei progetti di cui Nicola ha introdotto lo spirito durante il suo intervento.

Parliamo di Taylor&Greene e Lino’s Type.

Taylor&Greene ha un po’ l’ambizione di invertire il processo di marketing che di solito partirebbe da analisi di mercato con tutto un armamentario di cluster di consumo, target e profilazione, ricerca e sviluppo conseguente e poi svilupperebbe ottimi prodotti adatti a un possibile utilizzo. Lavoro encomiabile e utile, ma che abbiamo un po’ messo da parte…
L’idea nostra è stata invece di chiedere a tutti di raccontare il proprio lavoro, di narrare nel giusto spirito di Sharazad la storia delle proprie giornate lavorative, come hanno fatto con entusiasmo Raffaella, Cristina e Serena. Il prodotto lo sviluppiamo insieme a loro e ai designer/creativi/tecnici/artigiani più adatti. Più che una ricerca di mercato è un’indagine sociologica, un’esplorazione delle nuove necessità del mondo del lavoro da cui nascono la crema mani per l’utilizzatore di ipad o il contorno occhi per il social media manager.
Qualcuno Taylor&Greene è già in grado di distribuirlo, con tutti i test, le verifiche e i controlli richiesti e con prodotti rigorosamente naturali in cui il Green appunto si mischia con il Fatto su Misura…

Di Lino’s Type parliamo invece la prossima volta. Le macchine le abbiamo prese, la designer è cooptata e la stampante 3D è calda… ci manca giusto il dettaglio della location, ma è questione di pochissimo!

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