Image Image Image Image Image

Ciao

Scroll to Top

To Top

projects

27

Jul
2016

No Comments

In News
projects
sharazad

By stefanoschiavo

Mero & More, a Verona coworking e servizi per il mondo dell’abbigliamento

On 27, Jul 2016 | No Comments | In News, projects, sharazad | By stefanoschiavo

Mero è una realtà che ha abbracciato un progetto sfidante e ambizioso. Si tratta di un’azienda da sempre votata all’innovazione e alla costruzione di un rapporto di fiducia con i propri clienti. Qualità, creatività e servizio sono ingredienti di una formula che ha da sempre permesso all’azienda di non limitarsi a un “mero” servizio di terzista nel mondo dell’abbigliamento, ma di contribuire al successo dei suoi clienti aggiungendo uno strato di ricerca e sviluppo, creazione di linee innovative e garanzia di tempistiche adeguate al governo di processi produttivi industriali.

5

I tempi però si evolvono e quello che tradizionalmente poteva essere sviluppato all’interno delle proprie mura è sempre più limitato. Fare innovazione oggi non significa solo essere al passo con l’evoluzione tecnologica o confrontarsi con clienti e fornitori. Si tratta di entrare in contatto con una comunità di soggetti che, con caratteristiche eterogenee e spesso poco convenzionali, stanno costruendo spazi di esplorazione nel settore.

Per aprirsi con lo spirito dell’open innovation a queste energie e superare i confini ristretti del proprio ambito aziendale, abbiamo impostato con gli imprenditori dell’azienda, Paola Mero e Paolo Annechini, un piano per accogliere e collaborare con i soggetti più dinamici del settore. Innanzitutto mettendo a disposizione di chi sta ancora lanciando la propria idea di business una piattaforma di servizi altrimenti difficilmente accessibili. Uffici stile, macchinari, software, set posa e tanti altri contenuti (tra cui una bella area food, un negozio, uno spazio per eventi, …) che possono essere utilizzati senza necessità di un grande investimento. Ma anche know-how e supporto consulenziale di professionisti e formatori che gravitano attorno a quello che abbiamo chiamato Mero & More, con un gioco di parole che vuole dare l’idea di quel di più e di quell’idea di superamento delle condizioni attuali che il progetto rappresenta per l’azienda.

4

A Mero tornerà la possibilità di accedere a nuove idee ed energie e dare così ai propri clienti nuovi stimoli per una crescita congiunta sul mercato in cui la dinamica tra terzista e cliente si consolidi come un rapporto virtuoso tra partner di mercato. Alle realtà che vorranno lavorare nel coworking o utilizzare i servizi a disposizione nello spazio veronese tornerà la possibilità di accelerare i propri test di mercato confrontandosi con un ecosistema virtuoso e di sostegno alla crescita.

2 3

Tags | , , , , , , ,

11

May
2016

No Comments

In cool
Futuro
News
projects
report
sharazad

By stefanoschiavo

Le cinque regole per non fare “craftwashing” con il nostro artigianato

On 11, May 2016 | No Comments | In cool, Futuro, News, projects, report, sharazad | By stefanoschiavo

Qualche anno fa, ce lo ricordiamo, si era in piena moda ecologica, tra “sostenibilità ambientale” e “impronta ecologica”. Mi ricordo che consumavo due pianeti e mezzo con il mio sobrio (davvero) stile di vita… Fioccavano progetti di design sistemico, life cycle assessment e così via. Oggi questo spirito ci sembra si dia un po’ per scontato e appartenga oramai al DNA di chi fa impresa in modo corretto.

In quel contesto molti ci mettevano in guardia rispetto al rischio di “greenwashing”. Operazioni apparentemente nobili che cercavano di sensibilizzare e posizionare l’azienda sulla questione ambientale, ma che poi mostravano di essere solo una patina su processi industriali tutt’altro che equilibrati negli impatti sull’ecosistema.

La questione sembrava lana caprina, ma in realtà scopriva un certo atteggiamento verso il tema del momento. Ne sono passati altri poi e sempre più ne nascono. La Social Enterprise, la Corporate Social Responsibility, Design Thinking e così via. Ognuno di questi con una propria forza straordinaria, capaci di ridare valore e senso alle attività economiche, ma allo stesso tempo ognuno a rischio appunto di essere sfruttato per un puro e superficiale imbellettamento che non tocca nel profondo l’agire quotidiano delle aziende.

Sapete che Sharazad ha seguito e segue un filone che amiamo. Quello che pone nel settore manifatturiero un’attenzione particolare. Ci riferiamo al Futuro Artigiano, al New Craft raccontato da Stefano Micelli quest’anno a La Triennale di Milano. Siamo cresciuti in medie imprese creative capaci di cambiare le regole del gioco incrociando istanze di innovazione con la pratica della trasformazione materiale. Tutto quanto raccontano Richard Sennett e Stefano Micelli ci appartiene. Eppure esiste il concreto rischio di utilizzare queste coordinate per far accadere quanto successo con il green. Avremmo voglia di chiamarlo “craftwashing”.

Non ci lanciamo in lunghe lamentazioni su questo fenomeno. Preferiamo prendere invece un caso opposto, in cui la questione è affrontata nella maniera corretta, per delineare alcune regole, quasi un manifesto che spiega cosa fare per creare vero valore e non solo un racconto superficiale e sterile. Prendiamo un’iniziativa che vuole tradurre i contenuti del Futuro Artigiano in azioni che abbiano impatto nell’economia reale. Pensiamo a “Fare Impresa Futuro” di Banca IFIS e a Botteghe Digitali che ne è la più bella concretizzazione.

Una banca che pensa alle necessità dei piccoli (piccolissimi a volte) artigiani per capire meglio le loro necessità, per studiare il tipo di supporto di cui hanno bisogno, per portarne alcuni a ripensarsi e a iniziare un percorso di crescita. Dietro c’è un’idea di servizio per il mercato che la banca deve ripensare. Quasi un laboratorio aperto di ricerca e sviluppo che studia gli equilibri e i limiti di un target di PMI alla ricerca di un nuovo modello.

craftwashing2

Marketing Arena e Banca IFIS stanno raccontando al meglio i contenuti del progetto e qua potete leggere la cronaca di quanto ogni giorno accade. A noi, partendo da questa straordinaria esperienza, piace riassumere i punti che denotano un progetto con un concreto impatto:

  1. Il punto di partenza non sono gli artigiani e quel che sanno fare. Il punto di partenza sono i clienti degli artigiani. La rilettura della visione e del ruolo di una piccola azienda manifatturiera non si fa partendo dai contenuti storici di queste aziende, ma dal nuovo mercato che essi affrontano. Spesso il problema è infatti il gap che si è creato tra un’azienda che è invecchiata guardando solo a ripetere se stessa e un mercato che ha preso nuove logiche mosse da tante innovazioni non solo digitali.
  2. Smarcarsi da nostalgie e ricordi, uscire dal continuo riferimento ai fasti passati, alle cose che funzionavano e oggi non lo fanno più, dalla narrazione dei pionieri che in qualche modo si pongono su un altare implicitamente accusando le nuove generazioni di inettitudine. Trovare il giusto ruolo per i figli e i nuovi collaboratori. Insegnare e apprendere a qualsiasi età, rimanendo sempre curiosi e attenti a ciò che ci circonda.
  3. Non pensare che il cambiamento avvenga grazie a una bacchetta magica. Una certa retorica proveniente dalle startup digitali della Silicon Valley ha trasformato l’attività imprenditoriale in una sorta di lotteria. Un’exit da raggiungere in poco tempo per brindare alla fortuna che arride gli audaci. Ma sarebbe come stimolare un’economia da “gratta e vinci”. Il lavoro normalmente si ripaga nel medio lungo termine. Il successo si suda e si conquista provando, sbagliando, riprovando e sbagliando di nuovo.
  4. Non affrontare lo sviluppo attraverso complessi ed esaustivi Business Plan. Servono, ma non a trovare il proprio modello di business. Altrimenti fanno l’effetto del piano quinquennale sovietico. L’atteggiamento corretto è quello di ipotizzare e testare. È un approccio scientifico, sperimentale, iterativo, progressivo. Esistono metodi per far questo. E se non si conoscono si chiede ad Andrea De Muri :)
  5. Lo sviluppo del prodotto viene dopo. Prima ci sta la verifica del valore che si crea, l’efficacia di ciò che si promette al mercato. Nella fase di esplorazione è più importante verificare che qualcuno apprezzi il nostro prodotto, non perseguire efficienza e crescita. Sennò si sprecano soldi e tempo per fare qualcosa che nessuno poi vuole. Le aziende sono Mister Wolf, risolvono problemi. E devono conoscere chi ha questo problema. Dopo, solo dopo, si fa crescere il business. La comunicazione (e le app, i siti, l’ecommerce, …) , i canali per veicolare i propri messaggi, sono uno spreco di risorse (soldi) se non seguono il carattere sperimentale che caratterizza l’innovazione (anche artigiana).

La cosa bella è che tutto questo si può fare con metodo. Senza limitarsi alla superficie, ma entrando nella concreta azione quotidiana degli artigiani e delle PMI italiane. Creando link e relazioni virtuose con soggetti istituzionali (banche, professionisti, pubblico) e con partner utili (agenzie, freelance, …), superando un temibile salto generazionale che non tutti sono capaci di affrontare nel modo giusto.

craftwashing1

Dietro l’angolo c’è quell’effetto “craftwashing” di cui si parlava prima, ma pensiamo che sia a disposizione l’antidoto, come dimostra questo progetto cui Sharazad si è davvero appassionata.

Tags | , , ,

Apre Makerland, il primo retail store in Europa dedicato al mondo dei Makers, frutto della collaborazione tra Auchan, Talent Garden, Opendot e Sharazad

On 22, Jul 2015 | No Comments | In cool, events, Futuro, News, projects, Retail, sharazad | By stefanoschiavo

Appuntamento a martedì 28 luglio, quando al Centro Commerciale Auchan Monza alle 11 e 30 sarà inaugurato Makerland. Si tratta del primo retail store dedicato al nuovo artigianato e alle sue tecnologie.

Come scrivono i fantastici partner di Opendot, si tratta di un “punto d’incontro per i makers e per quanti vorranno avvicinarsi a questo mondo”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Auchan, Gallerie Commerciali Italia, Opendot, Talent Garden e naturalmente noi di Sharazad.

makerland2

La grande distribuzione fa un passo eccezionale aprendosi alla cultura dell’artigianato digitale, tra creatività e innovazione. Nello store Makerland si potranno realizzare prodotti nuovi in modo semplice con la nuova tecnologia di produzione digitale davvero alla portata di tutti.

Ci saranno stampanti 3D e macchinari lasercut. Sarà possibile acquistare kit, schede elettroniche, oggetti da personalizzare. Sarà disponibile un servizio di consulenza e un laboratorio per avvicinarsi all’artigianato digitale. Come sappiamo, il movimento dei Makers ha diffuso una nuova cultura legata al fai da te che trova oggi anche nella grande distribuzione un canale di diffusione importante. Sarà anche una vetrina per la vendita dei progetti realizzati dai maker di tutto il mondo.

makerland3

Siamo davvero felici di collaborare con Auchan, Gallerie Commerciali Italia, i ragazzi di Talent Garden e Opendot. Nota di merito poi per la progettazione degli arredi per  dotdotdot! :)

All’inaugurazione di Makerland ci sarò anche un bel confronto sui maker che incontrano il retail. Ci saranno esperti che analizzeranno come artigiani tradizionali e artigiani 2.0 possano collaborare “per reinventare il mondo del commercio di settore”.

Per partecipare all’inaugurazione del 28 luglio basta scrivere a press.stampa@auchan.it oppure iscriversi a questo link. Ci vediamo a Monza! :)

makerland1

Tags | , , , , , , ,

22

May
2015

No Comments

In Futuro
News
projects

By stefanoschiavo

Lino’s Type cresce e apre il suo negozio!

On 22, May 2015 | No Comments | In Futuro, News, projects | By stefanoschiavo

Mentre continuano i tanti progetti con cui Sharazad accompagna le aziende partner nello sviluppo strategico e organizzativo e mentre le Fab Sessions si sviluppano con nuovi laboratori che integrano Design Thinking e Lean Startup, uno dei nostri progetti spicca il volo.

Lino’s Type, il laboratorio tipografico che ha proposto a Verona un modo nuovo di pensare all’arte nera, aggiunge nuove postazioni in cui ospitiamo grafici, professionisti e designer, inserisce le macchine di digital manufacturing con cui sperimentare nuove connessioni tra vecchie tecnologie e nuovi makers e infine apre anche un negozio!

linostypenegoziozambo

I lavori sono in corso e a breve si apriranno i battenti. La sensazione è di aver chiuso il cerchio. Lino’s Type, ripensando allo spazio di lavoro e di progettazione, sperimenta ora un processo di relazione con il mercato adatto alle nuove esigenze di consumatori e aziende. Progetto, produzione e vendita integrate in uno spazio urbano nell’ambito della tipografia, della comunicazione e del design.

Tags | , , ,

29

Jul
2014

No Comments

In News
projects
sharazad

By stefanoschiavo

Ho costruito un viaggio da giardiniere

On 29, Jul 2014 | No Comments | In News, projects, sharazad | By stefanoschiavo

Arriva agosto e anche in Sharazad fervono i preparativi per le vacanze, ma come al solito non passeremo un tranquillo mese sotto l’ombrello(ne).

Il nostro amico Paolo ci ha dato i soliti consigli di lettura… ci aveva già iniziati qualche tempo fa con l’Estetica relazionale e Insieme… ora ci sfida in improbabili esplorazioni botaniche. La coltivazione come metafora di un’architettura che crea relazioni sociali e non UFO che atterrano da Marte nel mezzo di un distretto cittadino…

Acquistato quindi il libro giusto, partiamo a esplorare le serre e gli orti del Nord… Torneremo con qualche idea di come la pazienza e la cura di un agricoltore possano essere d’insegnamento nei progetti di innovazione sociale che tanto piacciono a Sharazad.

Nel frattempo, visto che è da un po’ che non scriviamo, vi lasciamo qualche immagine significativa di quel che è successo negli ultimi mesi :)

post1post3 post4 post5 post6 post7 post8 post10 post12 post13 post14 post15
post17
post18 post19 post20 post21

post16

Tags | , ,

27

May
2014

No Comments

In News
projects
sharazad

By stefanoschiavo

Innovation bootcamp, lo spirito delle start up per le aziende

On 27, May 2014 | No Comments | In News, projects, sharazad | By stefanoschiavo

E’ passato più di un anno da quando Sharazad ha iniziato un percorso nuovo e affascinante insieme ad Andrea De Muri. La sfida non era facile. Creare un ponte tra la cultura e l’approccio snello delle start up e il mondo dell’impresa strutturata.

Per costruire questo legame abbiamo esplorato i temi del Lean Start up, dell’Agile e del Design Thinking. Abbiamo scoperto, attraverso le Fab Session, come essi potessero essere comunicati ad aziende strutturate con una cultura manageriale tradizionale.

fabsession

Abbiamo sperimentato collaborando con molte aziende e scuole di formazione. Cattolica Assicurazioni, Digital Accademia, Fondazione CUOA, Friuli Formazione, Adecco Training, Area Science Park e molti altri. Abbiamo incontrato startupper, imprenditori, artigiani e manager e da tutto questo è nata un’idea nuova di formazione e consulenza.

Nuova perché riesce a fare sintesi e a far innovare i manager con le idee di una start up senza rinunciare alla visione complessa di business evoluti.

  • Una giornata per una Fab Session con cui avviare il necessario cambiamento culturale nell’azienda.
  • Due giornate per un Innovation Bootcamp che stimola l’emergere dell’innovazione interna all’azienda.
  • Un Programma completo di Formazione tra strategia, organizzazione e marketing.
  • Un Percorso strutturato di Consulenza e Accompagnamento al Cambiamento che spazia tra strategia, marketing, organizzazione, sviluppo commerciale, design e operations.

fabsession1

Sharazad sta già proponendo con risultati molto positivi questo tipo di servizi e già altre possibilità si profilano. Aver creato una vera start up artigiana come Lino’s Type è stato fondamentale per comprendere le vere logiche di questi percorsi. Allo stesso modo aver lavorato nel mondo digitale accorgendoci di quanto sia solo una parte di un’economia più ricca fatta di produzione manifatturiera e servizi avanzati. Infine decisivo aver pensato a formule nuove e originali di didattica e consulenza per motivare e appassionare chi si confronta con noi perché pensiamo che al centro di ogni cambiamento ci stanno le persone, poi viene tutto il resto…

Tags | , , , , , , ,

09

Oct
2013

No Comments

In events
News
projects

By stefanoschiavo

Benfatto.org al via con quattrocento metri quadri di artigiani ed eventi ad Abitare 100% Project

On 09, Oct 2013 | No Comments | In events, News, projects | By stefanoschiavo

benfattoDopo la straordinaria esperienza della Maker Faire romana, un’altra Fiera ci ospita per lanciare un progetto che Sharazad considera la somma di tante esperienze e collaborazioni nate in questi anni. Si tratta di benfatto.org.

L’idea di Benfatto è quella di mettere a frutto le connessioni, le competenze, le visioni che ogni giorno incontriamo. L’obiettivo è connettere la distribuzione internazionale con artigiani di alta qualità adeguati in termini operativi e di design.

Da una parte la distribuzione, online o fisica, che cerca capacità manifatturiere, ma trova aziende per un motivo o per l’altro inadeguate: product design, stile, capacità gestionali o logistiche, competenze finanziarie e così via. Dall’altro aziende straordinarie che però non sanno fare il salto necessario per aprirsi a nuovi orizzonti di mercato.

Non sempre il problema è di competenze tecniche, quanto relazionali. Anzi il più delle volte si tratta di sapersi aprire al confronto con altre aziende o professionisti (progettisti, designer, makers, manager, …) e proprio questo tipo di progetti sono al centro dell’azione di benfatto.org.

progetti benfatto

Già alcuni casi di progetti avviati all’interno dell’iniziativa sono presenti nella piattaforma e saranno l’oggetto dei quattrocento metri quadri di Abitare 100% Project. Lo spirito è quello di Futuro Artigiano e risponde anche alla recente domanda di Giorgio Soffiato sulla capacità degli artigiani e delle piccole aziende manifatturiere di mettersi in relazione con il mondo dell’innovazione e dei makers, tra diffidenze, inadeguatezze culturali, incapacità gestionali, ma con un patrimonio straordinario di cultura materiale. Ne parleremo presto anche a Pillole di Futuro.

Qui c’è il dettaglio dell’evento che comprende anche due tavole rotonde con i protagonisti dell’innovazione manifatturiera e dello sviluppo del nuovo ecommerce mondiale in ambito design.

ManifestoBenfatto

L’occasione è straordinaria per attivare contatti e approfondire il potenziale di Benfatto.org. Speriamo di incontrare tanti di voi domenica pomeriggio a Verona Fiere. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi e sui risultati dei progetti.

 

Tags | , , , , ,

06

May
2013

No Comments

In News
projects
sharazad
the fab

By stefanoschiavo

Business Model Canvas e Lean Startup a The Fab

On 06, May 2013 | No Comments | In News, projects, sharazad, the fab | By stefanoschiavo

La bella esperienza delle Fab Sessions è stata fondamentale per sviluppare dei modelli leggeri e dinamici di analisi dei business model aziendali. Insieme ad Andrea abbiamo quindi potuto adottare i famosi Canvas utilizzati per descrivere in maniera snella la strategia di business di un’azienda e costruire un percorso che è allo stesso tempo un’esperienza formativa per il team coinvolto e un’importante step per allinearsi e definire dei percorsi strategici coerenti.

Ciò che ci ha soddisfatti nelle ultime esperienze è stata la duttilità dei metodi e la capacità delle risorse coinvolte nell’applicare questi approcci a dimensioni e settori molto diversi (dai servizi assicurativi al fashion, dal design ai servizi turistici, per citare solo i casi più recenti).

Lean Startup, Business Model Canvas, Design Thinking sono filosofie in grado di accompagnare chiunque, startupper, artigiano, azienda consolidata, piccola impresa o multinazionale, nel proprio percorso di sviluppo di un’idea, senza cadere nella burocrazia un po’ irreale di certi business plan così contrari al motto che sempre ci piace: Done is better than Perfect!

Tags | , ,

22

Oct
2012

One Comment

In events
Futuro
News
projects
school

By stefanoschiavo

Il Master in Retail Management con noi in Fiera ad Abitare il Tempo

On 22, Oct 2012 | One Comment | In events, Futuro, News, projects, school | By stefanoschiavo

Abbiamo spesso l’occasione di confrontarci con aule scolastiche in università, business school, associazioni varie tra imprenditori, studenti di master e manager. Il confronto con i partecipanti è sempre utile per conoscere le sensazioni e le conoscenze sui temi che più ci sono cari, quelli che poi sviluppiamo con i nostri partner, con le aziende, con la formazione attraverso i tanti workshop che lanciamo.

Questa volta però dobbiamo fare dei particolari complimenti a Romano Cappellari e alla sua classe del Master in Retail e Marketing della Fondazione CUOA, dove siamo stati martedì scorso e dove abbiamo parlato dell’organizzazione del futuro, tra web, lean e futuro artigiano.

Abbiamo usato la didattica che ci più ci piace, fatta di esercizi, lavori di gruppo, giochi e simulazioni. Un confronto aperto che ha coinvolto gli studenti per un’intera giornata. Solitamente si crea un bel clima che risulta efficace nell’apprendimento e che crea un legame che poi continua al di là della sola lezione.

Martedì, come dicevo, la sorpresa è stata grande. Una classe molto coinvolta e brillante in cui la partecipazione critica ai diversi momenti della giornata si è trasformata in un apporto ricco di contenuti. Tanto che alla fine ho chiesto chi volesse partecipare di domenica (!) alla nostra iniziativa veronese a Abitare il Tempo.

Si sono alzate subito tre mani e Giovanna, Ambra e Matteo si sono visti proiettare in un progetto dedicato al Retail senza indicazioni chiare, con un brief molto confuso, con contenuti tutti da inventare… Ce n’era abbastanza per mettere in crisi chi magari è abituato a piani distudio, percorsi di carriera, ruoli predefiniti, …

E invece ecco ancora una fantastica sorpresa. I nostri tre amici si sono messi a lavorare con un impegno eccezionale. Partendo da alcune citazioni di personaggi più o meno noti, hanno esplorato le idee e i trend che si stanno sviluppando nel mondo e che si legano ai concetti citati. Hanno dovuto riassumere in poche parole l’innovazione centrale dei casi individuati (e vi assicuro non è semplice davvero!), trovare un tag, indicare un sito di riferimento.

Che altro dire se non ringraziare Giovanna, Ambra e Matteo e con loro tutta la classe con cui stanno condividendo una bella esperienza formativa. Presto li vedremo all’opera nel mondo del lavoro, ma siamo sicuri che non sarà molto difficile per loro trovarvi la giusta collocazione.

Tags | , , , , ,

10

Sep
2012

2 Comments

In cool
events
projects
school
the fab

By stefanoschiavo

Ed ecco anche il Lean Startup workshop sul lancio snello di nuove idee di business (come promesso senza slide!)

On 10, Sep 2012 | 2 Comments | In cool, events, projects, school, the fab | By stefanoschiavo

Eravamo in quindici a sperimentare il nostro approccio alla formazione. Un workshop destinato a chiunque (panettiere, programmatore, imprenditore o manager) abbia, in azienda o in proprio, un’idea da lanciare e lo voglia fare con spirito e strumenti adatti ai nostri tempi.

Abbiamo provato a ribaltare l’ordine. Avete mai imparato a giocare a un nuovo gioco a carte. L’estenuante sequenza di regole che fin che non cominci non ci si capisce niente. E poi qualcuno che dice “Dai iniziamo con un giro di prova!”. Ecco! Lo stesso accade quando si spiega come fare un business plan o come impostare un processo organizzativo.

Allora abbiamo deciso con Andrea di provare a cambiare l’ordine degli eventi e anche a togliere un po’ di cose… Prima si gioca, si simula, si sperimenta e poi ci si confronta, si spiega, si illustra. Come se l’insegnante di storia ci avesse fatto recitare la parte a teatro di Napoleone e Kutuzov prima di spiegarci di Austerlitz…

Il Lean Startup è un approccio al lancio di nuove idee di business che fa propri gli insegnamenti della Lean Production, ma anche del Design Thinking e del Social Business. Leap of Faith, Pivot, Canvas e molti altri strumenti che trasformano un progetto complicato e rischioso in un esperimento più snello e leggero. Tutto questo guidati da Andrea, oramai maestro nel condurre i partecipanti nel percorso di apprendimento.

E alla fine anche modelli astratti e schemi di riferimento che però diventano naturale sbocco di quanto provato sul campo. Il risultato della prima edizione, ospitata da The Fab questo sabato, centrata sul progetto di Linostype, una tipografia veronese con una vision chiara, progetti ambiziosi e un business da costruire, è stato ottimo, con partecipanti entusiasti che ancora ci contattano per aggiungere nuove idee al carnet di Laura.

A ottobre la seconda edizione, aperta a chiunque voglia iscriversi, a numero necessariamente chiuso per dare qualità alla giornata. Vi terremo aggiornati. A presto.

PS Un grazie ai partecipanti che ci hanno accompagnato nella bella giornata di sabato: Marina, Mauro, Stefano, Mattia, Giorgia, Luca, Barbara, Matteo, Alessio, Isobel, Tommaso, Marco, Francesco e naturalmente Nicola, Laura e Andrea!

Tags | , , , , , , ,