Image Image Image Image Image
Scroll to Top

To Top

Stefano Schiavo

14

Apr
2014

No Comments

In cool
events
News
report

By Stefano Schiavo

Cinque idee dal Fuorisalone di Milano tra Artigianato e Cibo

On 14, Apr 2014 | No Comments | In cool, events, News, report | By Stefano Schiavo

Grande spolvero per gli artigiani italiani al Fuorisalone milanese. Chi si è mosso tra Lambrate, Tortona, Brera e le altre zone del Design ha sicuramente visto come il taglio artigiano sia stato forte quanto quello gastronomico.

Per quest’ultimo c’era un incombente Expo a tema Cibo a tirare gli sforzi dei brand. Si vedevano aziende di interni con in serbo improbabili progetti cross tra design e food…

Invece il tema del ritorno alla manifattura era figlio di un’urgenza meno “vincolata”. Il cambio di sensibilità è manifesto e costituisce forse un cambio di paradigma economico. Un rientro dai capannoni romeni si mischia ai sottoscala zeppi di stampanti 3D. Resta, come dice Stefano, il problema della scalabilità, dell’uscita dalla fase sperimentale, dell’adeguamento della scuola e della formazione in generale, del confronto con la comunicazione digitale e delle politiche di internazionalizzazione.

eataly

Ciò detto e ricordando il successo di un’edizione del Festival Città Impresa che ha affrontato proprio questi temi con Nicola, Stefano, Marco e tanti altri amici, proviamo a fare la nostra selezione di idee che ci hanno appassionato nelle giornate trascorse in una davvero magnifica Milano.

Sicuramente impressa nella memoria resta la terrazza di Onwards dove ogni giorno si sono sviluppati i confronti tra designer, produttori, giornalisti e intellettuali che partivano da esperienze concrete per parlare degli sviluppi del mondo del design. Ricordiamo Filippo Berto, Diego Paccagnella, Fabio Ciciani immersi nel verde di un roof che non aveva niente da invidiare a Manhattan!

onwards1

La seconda citazione è per due esposizioni di collezioni davvero belle. Nello spazio Nonostantemarras Segno Italiano ha mostrato i suoi prodotti in “un volo a planare” davvero emozionante. Ad ASAP invece era Internoitaliano a esporre soluzioni di una qualità straordinaria. In entrambi i casi la precedenza è andata ai prodotti e la maestria artigiana è stata capace di farli parlar da soli. Non sempre è così, ma la cultura dell’autentico porta proprio a questo tipo di risultati che dovrebbero essere la costante di un design ben fatto.

nm1

nm

Infine L’eco bookshop Valcucine ha dato il meglio di sé con una fucina creativa ospitata nel piano inferiore dove l’energia produttiva dell’azienda nordestina ha incrociato un flusso di idee e braccia.

valcucine

Tanto altro è avvenuto in queste giornate milanesi. Impossibile dimenticare la mostra Mondopasta a Subalterno1 dove Tecnificio è riuscito a coinvolgere una serie di designer nell’hackeraggio del mondo della pasta. Stampanti 3D e Lasercut, grilli e tatuaggi per ripensare uno dei nostri prodotti più tabù…

mondopasta

Infine complimenti a Sara e Youcangroup che ha organizzato con Alce Nera uno speed hacking innovativo nel format e nelle idee sul mondo del food…

speedhack

Queste due ultime segnalazioni toccavano il tema Food e sono davvero la base per pensare all’Expo in maniera innovativa e dirompente. Sarebbe bello vedere queste iniziative incrociarsi perché quell’idea di diventare scalabili e sostenibili è fatta anche di strade da percorrere insieme dove le energie possono permettersi di puntare a diversi e più estesi pubblici… Le condizioni ci sono tutte. Mettiamoci all’opera.

milano

Tags | , , , , , , , , , , , ,

28

Feb
2014

No Comments

In events
sharazad

By Stefano Schiavo

Social Media Week! Il video!

On 28, Feb 2014 | No Comments | In events, sharazad | By Stefano Schiavo

Il video dell’intervento di Stefano alla Social Media Week di Milano.

Tags | , , , , ,

27

Feb
2014

No Comments

In Futuro
News
school
sharazad

By Stefano Schiavo

Renzi vuol ripartire dalla formazione e noi abbiamo messo gli insegnanti di fronte ai dilemmi dell’innovazione! A Verona dieci docenti e il mondo del lavoro che cambia…

On 27, Feb 2014 | No Comments | In Futuro, News, school, sharazad | By Stefano Schiavo

L’opportunità di incontrare dieci insegnanti quotidianamente alle prese con la formazione di ragazzi sotto i vent’anni e di confrontarsi con loro sui nuovi sviluppi del mondo del lavoro non era davvero male!

E infatti le tre ore organizzate da Verona Innovazione (complimenti a Marco, Paola e Lilli!) sono state davvero utili. A noi sicuramente che ci siamo resi conto delle qualità dei nostri docenti, lucidi e precisi nell’analisi degli sviluppi sociali che li circondano. Speriamo anche a loro che in alcuni casi per la prima volta si trovavano di fronte ai temi del coworking, del long tail, del crowdfunding e delle startup.

Per sviluppare la giornata abbiamo sfruttato quel grande esperimento di esplorazione del mondo del lavoro che è Uncomag. Un sito che racconta attraverso interviste le storie di chi si è inventato un lavoro cambiando radicalmente vita e girando le difficoltà della crisi in un’opportunità di impegno in avventure nuove e stimolanti.

verona innovazione insegnanti

Abbiamo selezionato un po’ di casi e abbiamo chiesto ai nostri insegnanti cosa pensassero di queste storie così lontane dai tradizionali percorsi di carriera, lontani dal posto fisso, dalle grandi aziende, dall’economia cui siamo abituati a pensare.

Le domande erano legate alla sostenibilità e alla fondatezza di un modello che basa sull’iniziativa del singolo la creazione di nuove proposte economiche… avventure naif o rinascita dello spirito imprenditoriale? replicabili e scalabili o destinate a schiantarsi al crescere dei volumi di business? troppo basate su individualità e passione o capaci di farsi portabandiera di un nuovo modello economico?

Tra futuro artigiano e agenda digitale, le risposte sono state lucide e si sono sviluppate in un confronto appassionato attraverso un gioco di ruolo tra due squadre, una pro e una contro, che hanno difeso le loro posizioni in modo costruttivo. Insegnanti quindi anche capaci di ascoltare e non solo impartire lezioni. Ne è uscita una sintesi interessante che, pur evidenziando gli attuali limiti dell’impostazione economica (e ancor più finanziaria), pur sottolineando lo scollamento con il mondo che conta (quello dei volumi e delle economie di scala), hanno trovato nelle storie di Uncomag la base ideale per un nuovo pensiero sulla nostra struttura economica, il modo per ripensare alle priorità e specificità delle nostra produzione materiale e culturale all’interno di un mondo in rapido cambiamento.

Tags | , , , ,

21

Feb
2014

No Comments

In events
News
report
sharazad

By Stefano Schiavo

La Social Media Week alle prese con il processo di sviluppo organizzativo: Sharazad insieme ad Adecco parla ai manager HR

On 21, Feb 2014 | No Comments | In events, News, report, sharazad | By Stefano Schiavo

E’ ben organizzata e ricca di eventi la Social Media Week meneghina. Tra un intervento di Marco Massarotto, un approfondimento su Instagram e sulle Social Street, un’incursione di Domitilla e qualche esperimento con i wearables, è capitato che anche Sharazad fosse presente.

Grazie ad Adecco che ha creato un evento davvero intenso e partecipato in cui brand come Amadori e Reale Mutua hanno potuto raccontare le loro esperienze di social enterprise ad una platea di HR manager che non ha mancato di porre una fitta serie di domande.

roberto bonzio

Sul palco Jennifer ha raccontato la sua esperienza e Roberto ha fatto un intervento appassionato. Poi è toccato a Stefano proporre un approccio allo sviluppo della Social Enterprise in azienda attraverso la commistione di principi Lean e di Design Thinking e una grande attenzione alle dinamiche culturali e relazionali tra i dipendenti. Due equivoci da sfatare e alcune proposte per un’introduzione di queste tematiche attraverso una didattica evoluta e un percorso partecipato.

E’ andata molto bene e i complimenti vanno a tutta Adecco, in particolare a Nina e a Silvia, capace di condurre la sessione con ritmo e competenza.

Le domande hanno toccato anche gli aspetti del rapporto tra vita privata e vita professionale ai tempi del web… Questioni importanti che hanno sfiorato problematiche filosofiche… Fuori intanto due vigili, che non avrebbero sfigurato sul palco, si lamentavano della censura sui loro profili facebook da parte dei loro superiori. A dire che i temi trattati non erano per una volta lontani da quelli toccati quotidianamente da tutti noi…

Anche Wired ha voluto raccontare la giornata, facendolo in modo preciso qua!

vigili

 

Qua sotto riportiamo il testo introduttivo della sessione didattica che Sharazad ha sviluppato sulla Social Enterprise.

La Social Enterprise emerge in un contesto nuovo. Si confronta con un mercato caratterizzato da consumatori e imprese che adottano “comportamenti” diversi dal passato. L’inizio del percorso di costruzione della Social Enterprise passa attraverso una consapevolezza di queste evoluzioni. Il focus diventa il consumatore, sempre più mutevole ed in cerca di nuove esperienze nell’acquisto quotidiano. Le aziende e i partner si adattano alle nuove condizioni. Nuovi business nascono ogni giorno per cogliere queste nicchie di valore. Le organizzazioni aziendali devono rispondere alle evoluzioni dei mercati ripensando il proprio modello di business, ma anche le proprie dinamiche interne.

La Social Enterprise risponde alla richiesta di flessibilità e reattività che può essere affrontata attraverso modelli organizzativi adatti al nuovo contesto: design thinking, lean production e social organization si integrano in un approccio che l’azienda poi sviluppa secondo il proprio stile organizzativo. L’Enterprise 2.0 comprende gli strumenti di partecipazione interna più innovativi per creare l’engagement dei collaboratori, in connessione con le aree del Controllo di Gestione e della Qualità.

Questi approcci permettono un cambiamento nelle aziende fatto di emersione dei talenti, miglioramento del processo di decision making, riduzione del tempo speso in riunioni a non valore aggiunto, attivazione della serendipity, sedimentazione del know-how aziendale. La Social Enterprise vive del contributo delle persone. Della loro collaborazione, di un loro atteggiamento proattivo e aperto. Le reti di relazioni in azienda costituiscono l’essenza dell’organizzazione e ne condizionano fortemente l’andamento, sia all’interno che all’esterno. Coinvolgere i collaboratori valorizzando il fattore umano permette di attivare nuove energie che facilitano le relazioni e le rendono più armoniche. Servono visioni e strumenti per creare il contesto necessario alla costruzione di un ambiente collaborativo. Le parole chiave sono motivazione, feedback, consapevolezza e ascolto.

Creare l’ambiente sociale adatto è solo il primo passo, ma il punto di partenza nella proposta di valore di un’azienda è il prodotto e il servizio offerto al mercato. Per questo motivo la Social Enterprise sa ripensare questa fase fondamentale attraverso un approccio collaborativo adeguato. Lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi è un fenomeno sociale, che si estende all’intero ecosistema nel quale le aziende operano. Un migliore coinvolgimento dei diversi attori interni ed esterni all’azienda permette quindi di aumentare il profitto aziendale, riducendo nello stesso tempo i rischi connessi alle attività di innovazione. Il punto di partenza per sviluppare un nuovo prodotto o servizio vincente è la comprensione dei bisogni e dei desideri dei clienti. Bisogna attivare metodi di coinvolgimento degli utilizzatori nell’analisi dei bisogni e nella definizione dei requisiti dei nuovi prodotti. Per avere successo nello sviluppo dei nuovi prodotti è necessario un forte coinvolgimento interdisciplinare ed un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i partecipanti. Esistono strumenti collaborativi per il governo dei progetti di sviluppo dei nuovi prodotti. Sono i concetti e le opportunità di applicazione della “open innovation”.

Una volta affrontate le tematiche legate allo sviluppo della value proposition, all’organizzazione delle risorse interne, all’attivazione di engagement e collaborazione tra le risorse coinvolte, la social enterprise può affrontare il mercato con consapevolezza. La comunicazione nel web mette infatti allo scoperto criticità ed elementi deboli dei sistemi aziendali. Trasparenza ed autenticità sono la base per instaurare una conversazione aperta con il mercato. Quali cambiamenti hanno portato le aziende ed i consumatori a dialogare in modo aperto e sincero? Quali sono gli strumenti più efficaci per raggiungere il proprio segmento target attraverso i social networks? Perché il web marketing si sta sviluppando sempre più nell’ambito social? I contenuti tornano ad essere i protagonisti nella comunicazione dell’azienda e i consumatori diventano i portavoce del prodotto, creando un nuovo modo per veicolare i messaggi “pubblicitari”. La Social Enterprise cambia il modo di pensare al proprio ruolo nel mercato, alla propria mission, attraverso una visione innovativa dello sviluppo del business.

Tags | , , , , ,

13

Jan
2014

No Comments

In cool
events
News
report

By Stefano Schiavo

Illustri, undici illustratori che il mondo ci invidia

On 13, Jan 2014 | No Comments | In cool, events, News, report | By Stefano Schiavo

Il nostro interesse per l’illustrazione e la grafica deriva dal lavoro tipografico di Lino’s Type che ci mette quotidianamente a confronto con grafici, illustratori, designer e creativi d’ogni sorta, ma anche da un interesse personale e condiviso in tutto il team aziendale.

illustri1

E’ per questo che non potevamo perderci in alcun modo la bella mostra Illustri che è stata allestita nella Basilica Palladiana di Vicenza e si è conclusa proprio ieri. Curata molto bene sia nei criteri espositivi, sia nei servizi di supporto alla visita, dall’integrazione dell’App Layar che permetteva approfondimenti immediati su alcune opere alle visite guidate programmate fino all’ultimo giorno. E proprio in questa occasione abbiamo potuto seguire Ale, uno degli undici eroi che hanno deciso di non cedere alle lusinghe di Manhattan, accompagnarci tra i lavori suoi e degli altri illustratori, tutti rigorosamente under 40. La presentazione fatta da uno dei protagonisti aveva sia il vantaggio di vedere dal di dentro il mondo dell’illustrazione, sia di trovarsi davanti a un bravissimo narratore.

illustri2illustri7illustri4Senza dilungarci con troppe parole vi mostriamo qualche foto e facciamo ancora i complimenti agli organizzatori che hanno superato le ventimila visite e che speriamo continuino con altre proposte di questo livello che il nostro Paese merita. Anche per ricominciare a pensare a noi stessi con orgoglio e consapevolezza delle nostre capacità e del valore che riusciamo a produrre per il mondo intero.

Screenshot 2014-01-13 11.27.30

L’esperienza, oltre ad averci emozionato e convinto, ci ha anche stimolato a continuare nel nostro percorso che prevede tra poco la presenza di Lino’s Type alla giornata nazionale della tipografia organizzata per il 24 gennaio tra Asolo, Cornuda e Bassano del Grappa da Confartigianato.

Inoltre dopo poco Milano ci accoglierà per un evento tutto dedicato a Stampomatica, ma di questo vi parliamo a brevissimo.

 

Tags | , , , ,

07

Jan
2014

No Comments

In Futuro
News
report
the fab

By Stefano Schiavo

Tre spazi di futuro artigiano in Giappone

On 07, Jan 2014 | No Comments | In Futuro, News, report, the fab | By Stefano Schiavo

Il Giappone, come l’Italia, possiede una cultura manifatturiera fondata su radici antiche, ma in grado di sviluppare una dimensione contemporanea integrando innovazione e tradizione. Ecco perché abbiamo approfittato delle quasi tre settimane nel Paese del Sol Levante per andare a cercare alcune delle esperienze più interessanti per Sharazad e The Fab.

kakimori5

Il Giappone può esser letto sotto diverse prospettive. Una culturale che chiaramente ci mostra notevoli differenze rispetto alla nostra sensibilità occidentale. Una ritualità esasperata insieme ad un’ansia di rinnovamento continuo che sfocia in un inseguimento senza fine di novità tecnologiche e architettoniche. Non ci soffermiamo ovviamente qui su questioni complesse che hanno prodotto nell’ultimo secolo luci e ombre della storia nipponica e che recentemente sembrano far rivivere qualche incubo che sembrava passato. Ma non possiamo dimenticare, nel leggere le peculiarità dei casi che citiamo, questa nota per noi sorprendente di continua palingenesi che trova radici nella storia più antica di un Paese che ha avuto una continuità politica e sociale di lunghissima durata e che ha trovato in fattori endogeni lo stimolo all’innovazione. Terremoti, tsunami, guerre e incendi hanno costellato una terra comunque orientata a cambiare sempre senza forse farlo realmente. Per chi è cresciuto tra i cartoni animati degli anni ottanta e la Lean Production dei novanta, tante conferme e qualche sorpresa.

tokyo11

Ci piace quindi citare in questo post alcune delle situazioni più illuminanti legate all’artigianato ed all’innovazione, alla cultura del fare, all’arte ed al design, con un occhio di riguardo allo spazio fisico di interazione tra pubblico ed espositore. Restiamo a Tokyo anche se la nostra visita si è spinta nelle regioni più a ovest.

Per gli amanti dell’arte e dell’architettura che si recano in Giappone è quasi impossibile resistere alla tentazione di una visita all’isola di Naoshima tra i Monet e Turrell esposti all’interno delle architetture di Tadao Ando. Inseguire poi a Tokyo le opere di Le Corbusier e Kenzo Tange diventa quasi una caccia al tesoro all’interno di tessuti urbani che oscillano tra Manhattan e Honk Hong. Le innumerevoli gallerie e collezioni artistiche, i musei e i teatri consentono di immergersi in un affascinante connubio di riscoperta dell’antico e di esplorazione del futuro. Mettendo da parte quindi i capolavori del MOT e del cinquantatreesimo piano del Mori Museum, il teatro e la storia di Edo, ci soffermiamo su tre spazi che, sommandosi alle esperienze statunitensi ed europee di cui abbiamo parlato negli ultimi mesi, ci faranno da guida nei nuovi progetti che si presentano eccitanti per il 2014.

1. Kakimori Stationery
Li avevamo visti in On the paper trail, il bel video che Monocle ha loro dedicato a settembre. Dentro c’era tutto quello che ci piace fare con Lino’s Type, Benfatto e i progetti che si ispirano alle idee di Futuro Artigiano. Visto che è sempre fare e mostrare che raccontare, siamo andati a vedere la cartoleria (ma il termine italiano non rende) a Tokyo. Ci hanno accolto spiegandoci subito un po’ di cose sul negozio. La possibilità di farsi un notebook scegliendo copertina, carta, rilegatura e così via ricordava molto analoghe proposte come 3×1 a Manhattan e i negozi Converse.
Dopo un bel po’ di indecisione, vista la bellezza di tutte le varianti di tessuto, pelle, stampa, carta e rilegature, abbiamo scelto e ottenuto in dieci minuti il notebook finito e confezionato. Bello è stato vederlo nascere davanti ai nostri occhi e a quelli di tutti i passanti nella strada di fronte alla vetrina dove il piccolo laboratorio si affaccia. Intanto l’esplorazione di penne, inchiostri, astucci, carte e quanto di meglio lo scrivere possa richiedere ci ha permesso di scoprire artigiani e produttori accuratamente scelti da Kakimori e che spesso partecipano ad eventi organizzati dallo stationery shop.

kakimori2 kakimori1 kakimori3 kakimori6 kakimori7 kakimori8 kakimori9 kakimori10 kakimori11

2. 2k540 Aki-Oka Artisan
Un progetto di ristrutturazione di uno spazio un po’ insolito, ma così frequente a Tokyo. E’ ben raccontato qua. Si tratta dell’area sotto i binari del treno metropolitano, il famoso JR che consente di arrivare quasi ovunque alla velocità di 400-600 km/h, ma in città va più lento… :). La soluzione architettonica è piaciuta e ha vinto premi e riconoscimenti. I contenuti ospitati dall’area sono costituiti da una serie di negozi di artigiani giapponesi. Made in China rigorosamente abolito. Un’atmosfera piacevole accoglie i visitatori che possono entrare in decine di negozi che presentano belle produzioni locali. Prodotti di 3D printing e di cartoleria raffinata. Workshop ed eventi. Ci ha affascinato il contrasto con i department store di Electric City che a pochi isolati splendeva tra neon e suoni e che tra pachinko e negozi di elettronica inseguiva una prospettiva ben diversa e forse, ma è solo una nostra idea, un po’ più triste.

2k5402 2k5401

3. Design Festa Gallery
Un terzo spazio tra i tanti visitati va ancora in una tendenza controcorrente, ma probabilmente più interessante rispetto al fulgente luccichio di luoghi patinati che pur costellano la proposta artistica e di design della capitale. Si tratta di una galleria artistica in uno dei quartieri più orientati al design di Tokyo. Lo spazio sembra accogliere fisicamente il modello Etsy e nella nostra visita si rivelava come un mercatino di artisti, artigiani e designer che portavano all’interno delle sale di Design Festa tutte le loro opere centrate sui… gattini. Come dicono alcuni, il novantacinque percento del web e di Facebook in uno spazio fisico insomma… :)
La ristrutturazione della galleria va in una direzione volutamente partecipativa. Le stesse modalità di candidatura degli artisti sono costruite in modo da rendere il più possibile aperto lo spazio. Murales, caffè, vendita sono tutti all’insegna di un’accoglienza molto diversa da quanto ci si aspetta di questo tipo di spazi.

festadesign1 festadesign2 festadesign3 festadesign4 festadesign5

festadesign2 festadesign1 festadesign3 festadesign4 festadesign5

Tre luoghi diversi, ma che raccolgono una stessa tendenza alla partecipazione orientata al fare manifatturiero. E’ ciò che perseguiamo con The Fab e con i nuovi progetti in via di definizione che avranno una dimensione internazionale, ma che non tradiranno i princìpi che vediamo confermati quando giriamo in altri Paesi.

tokyo15 tokyo4 tokyo5 tokyo6 tokyo7 tokyo8 tokyo10 tokyo12 tokyo13 tokyo14 tokyo1 tokyo2 tokyo3 tokyo15

Tags | , , , ,

04

Dec
2013

No Comments

In events
News
report

By Stefano Schiavo

Come far sposare arte e aziende? Un weekend tra MAST, CUOA e i lavori di Anna Scalfi

On 04, Dec 2013 | No Comments | In events, News, report | By Stefano Schiavo

Per quelli cui piace l’arte, quella contemporanea moderna antica, post moderna post human o post post human, l’arte insomma, il rapporto con le aziende è sempre stato difficile… Ci mettiamo dentro anche noi dai. Un po’ di sana diffidenza, timore di subalternità, un pizzico di invidia o un inebriante senso di superiorità… Sporcarsi le mani con l’economia, i soldi, gli affari, quando c’è il senso del vero da interpretare, sembra un po’ meschino…

Per fortuna questo atteggiamento che, detto tra noi, senza scomodare Mecenate o Giulio II, un po’ di ipocrisia se l’è sempre portata dietro, non ha impedito due bei progetti, molto diversi tra loro, ma entrambi sviluppati a Bologna.

Sabato scorso abbiamo potuto visitate il MAST, il progetto di GD, azienda di automazioni industriali, in particolare di macchinari per il trasporto materiali, che invece di fare un edificio interno dedicato ai propri dipendenti per la ristorazione, il wellness, il nido aziendale, ha sviluppato una struttura polifunzionale dotata di gallery, spazi per workshop, ristorante, caffetteria. Aperta anche ai cittadini, è basata su una Fondazione che ha spostato l’asse dalle necessità aziendali alle esigenze dello spazio in cui è inserita la società.

MAST

Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia il payoff che farebbe la felicità anche di un artigiano. Un interesse per la propria funzione sociale, per i portatori d’interesse che non si limitano ai partner di business decisamente sorprendente e stimolante. Qualche dubbio sull’inserimento del progetto architettonico con la straordinaria rampa all’ingresso nel contesto di abitazioni bolognesi che lo circonda, ma di questo si potrà discutere quando i lavori saranno completati e tutti gli spazi saranno attivati. Splendida tra l’altro l’esposizione fotografica ospitata attualmente.

L’altra bella occasione che ci è sfuggita per poco, ma di cui abbiamo seguito le evoluzioni, è stata quella del progetto di Anna Scalfi che ha creato un campo di gioco al MamBo, proprio vicino al negozio dei nostri amici di Corraini, in cui si sono confrontati i manager della Fondazione CUOA, guidati da Giuseppe Caldiera e Cristiano Seganfreddo… Anna era già stata protagonista di un bel progetto sulla mobilità territoriale in Lago qualche anno fa e si dimostra sempre capace di far interagire arte e aziende in maniera intelligente e senza perdere la propria specificità artistica. Non cosa da poco!

Tags | , , , , , , ,

Meet the Makers #5 alle porte con i protagonisti di Uncomag e Salmon Magazine

On 26, Nov 2013 | No Comments | In benfatto, cool, events, News, Persone Uniche, the fab | By Stefano Schiavo

A colpi di fantastiche interviste, tutto è ormai pronto per sabato. A The Fab ci sarà l’incontro con i protagonisti raccontati da Salmon Magazine e da Uncomag, la rivista online inventata da Alessio e dedicata alle persone che si sono inventate un lavoro in periodo di crisi e sono riuscite ad affermarsiE’ la quinta edizione di Meet the MakersIl programma è ricchissimo e parte alla mattina alle 10.30 per svilupparsi lungo tutta la giornata fino all’aperitivo serale.

Uncomag

I partecipanti che racconteranno le loro storie sono tanti… il Tattoo guru Giuseppe Strambini di Ink Addiction Shop, Olga Trevisan di ELTiburon, Niccolò Vallenari e Mikea Caldeira de Aguiar di Artillery Lane, l’Etichetta discografica di Camilla Salerno e Martino Corti,  Filippo Olioso di Rabatto con il nuovo progetto Handmade Furniture Design di Benfatto.org. E poi Enrico Grigoletti di Contemporary Standard, i favolosi telaisti di biciclette artigianali Dario Pegoretti, Mattia Paganotti e Gianmaria Citron (Cicli Pegoretti, Legor, Ferriveloci) e infine Stefano Riba di The Others. A pranzo c’è Week&Diet, il Tea break è con Bioloc e l’aperitivo serale con Mastro Matto.

L’obiettivo dichiarato dei nostri amici Matteo e Tommaso, tra gli organizzatori dell’iniziativa, è fornire casi concreti che facciano capire come affrontare il problema occupazionale oggiPer partecipare basta registrati qui: http://www.salmonmagazine.com/meet-the-makers-5/

Tags | , , ,

05

Nov
2013

No Comments

In cool
events
News

By Stefano Schiavo

Che ci facciamo in carcere a Torino? Appuntamento a The Others, l’arte contemporanea emergente

On 05, Nov 2013 | No Comments | In cool, events, News | By Stefano Schiavo

“That’s how we do BOOM! and that’s how we reject the idea of crisis that’s gripping, that’s on everyone’s lips and that blocks everything. The Others believes in this possibility, and invites everyone to submit their own idea of BOOM!, proposing a project, an artist, a work.”

stampomatica logoLa proposta di The Others sembrava fatta appositamente per portare lo spirito Stampomatica a Torino. In concomitanza con Artissima, il progetto espositivo, ospitato nelle celle dell’ex carcere Le Nuove, si interroga su un modo diverso di vedere la crescita economica. Per questo il titolo BOOM!

Con gli amici di Tecnificio e Lino’s Type, abbiamo pensato a Boom! Esplosione di caratteri. Dal 7 al 10 novembre, utilizzeremo la stampa letterpress homemade di Stampomatica per creare connessioni e rete nel mondo dell’Arte.

Pensiamo infatti che una strada importante per ritornare alla crescita, non solo economica, sia quello della collaborazione e mischiare, confondere, incrociare gli stimoli è una nostra missione. Come con Benfatto, Promenade e tanti altri progetti in cui siamo coinvolti.

Non vi sveliamo di più sperando di vedervi questo fine settimana a Torino. Intanto noi ci prepariamo con stampante 3D, cartoline vintage e rullo per il colore…

01_Stampomatica-1024x685

Tags | , , , , , , ,

Sul Corriere la nostra guida per Venezie Post. I dieci esercizi per attivare nuove imprese.

On 18, Oct 2013 | No Comments | In benfatto, cool, Futuro, News, report, sharazad, the fab | By Stefano Schiavo

L’occasione è stata davvero straordinaria. Una Guida turistica per Nuovi Artigiani. L’uscita del nuovo numero di VeneziePost, ci ha dato la possibilità di tracciare, a nostro modo, una specie di guida turistica dei territori del nuovo artigianato. E oggi ne parla anche il Corriere della Sera, con un’intervista a Nicola che delinea gli aspetti chiave di questa ricerca, tra gli spazi di The Fab e le proposte di Benfatto.

Nati per Fare

Il titolo dello speciale della rivista, Mappe, dal tema Nati per Fare, si lega straordinariamente a questa nostra esplorazione. Vi si parla di Hi-tech, prodotti unici e web: a Nordest l’«artigiano 2.0». Una mappa delle relazioni e delle emozioni che intercorrono nel mondo del fare. Insieme a noi Stefano Micelli, Eleonora Vallin, Marco Bettiol, Antonio Calabrò, Francesco Jori, Alessia Cerantola, Roberta Voltan, Daniele Capra e tanti altri amici che tracciano un percorso ideale nel nuovo Nordest, cresciuto all’ombra dei capannoni e delle mostre d’arte, del design e della globalizzazione.

L’articolo che si può leggere su Venezie Post, presenta Dieci semplici esercizi per attivare nuove imprese. Un viaggio insolito attraverso le best practice del territorio, mai sotto i riflettori. Sono dinamiche non ancora così visibili, ma già capaci di trascinare una generazione di persone appassionate. E ci piace farne parte per raccontarle, ma anche per viverle.

L'articolo sul Corriere della Sera

 

 

 

Tags | , , , , , , , , ,