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Stefano Schiavo

30

Sep
2014

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By Stefano Schiavo

Alla Maker Faire di Roma con Lino’s Type

On 30, Sep 2014 | No Comments | In cool, events, Futuro, News | By Stefano Schiavo

L’impresa non si presenta facile, ma quando Stefano chiama, noi ci siamo! :)

Quando ci è stato chiesto di gestire un infopoint nella sezione Artigiani Digitali della straordinaria Maker Faire di Roma (tra il 3 e il 5 ottobre), abbiamo pensato che in effetti non poteva esserci situazione migliore per mostrare la connessione tra nuove tecnologie di manifattura digitale e tradizione artigiana.

mkaer_faire_posterLino’s Type, la nostra tipografia letterpress veronese, ha esplorato negli ultimi anni la capacità di vecchie tecniche e lavorazioni di interpretare linguaggi nuovi dal punto di vista grafico e di connettersi allo stesso tempo con lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali.

È stato facile allora pensare di portare a Roma la macchina simbolo del nostro laboratorio, un’Heidelberg non proprio leggerissima, e di coinvolgere partner come Roland e Tecnificio nella realizzazione di uno spazio editoriale al centro della Fiera.

Lì il nostro Lino, l’artigiano che ci ha iniziato all’arte nera e che ci ha guidato nel recupero della tradizione letterpress, insieme a Elisa, Nicola, Marco, Barbara, Silvio e tanti altri amici che passeranno per lo stand, produrranno materiale informativo sulla Fiera e permetteranno ai visitatori di personalizzare con l’uso di alcune Stampomatica, biglietti e poster prodotti con un mix di tecnologie di stampa digitale e di stampa tradizionale.

Un esperimento tutto da seguire che partirà dal trasporto della poderosa macchina dalle coste dell’Adige a quelle del Tevere, ma poi continuerà con invenzioni e idee lungo tutti i giorni della Fiera.

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29

Jul
2014

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By Stefano Schiavo

Ho costruito un viaggio da giardiniere

On 29, Jul 2014 | No Comments | In News, projects, sharazad | By Stefano Schiavo

Arriva agosto e anche in Sharazad fervono i preparativi per le vacanze, ma come al solito non passeremo un tranquillo mese sotto l’ombrello(ne).

Il nostro amico Paolo ci ha dato i soliti consigli di lettura… ci aveva già iniziati qualche tempo fa con l’Estetica relazionale e Insieme… ora ci sfida in improbabili esplorazioni botaniche. La coltivazione come metafora di un’architettura che crea relazioni sociali e non UFO che atterrano da Marte nel mezzo di un distretto cittadino…

Acquistato quindi il libro giusto, partiamo a esplorare le serre e gli orti del Nord… Torneremo con qualche idea di come la pazienza e la cura di un agricoltore possano essere d’insegnamento nei progetti di innovazione sociale che tanto piacciono a Sharazad.

Nel frattempo, visto che è da un po’ che non scriviamo, vi lasciamo qualche immagine significativa di quel che è successo negli ultimi mesi :)

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13

Jun
2014

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By Stefano Schiavo

Un modello architettonico per la Social Innovation

On 13, Jun 2014 | No Comments | In Futuro, News, sharazad, the fab | By Stefano Schiavo

Settimane calde e dense di appuntamenti. La Biennale di Architettura e il Muster di FiordiRisorse, l’inaugurazione della mostra M9 e Architettando… Adesso ci attendono un bell’evento a H-Farm con ArtVerona e un fine settimana ancora profondamente veneziano, mentre un’intera delegazione lussemburghese viene in visita a Milano per conoscere i nostri progetti.

C’è qualcosa che unisce i puntini, come direbbe Roberto, e che fa emergere un quadro di sintesi di un’esplorazione che ci vede impegnati da qualche tempo.

biennale

Abbiamo in questi anni accompagnato molte aziende in un percorso di sviluppo centrato sulla rete con altre realtà, sull’adozione di una cultura social, aperta, curiosa che apre le porte a collaborazioni con l’arte, il design, il digitale e la creatività per cercare nuovi modi di entrare in ascolto e scambio con i clienti.

Ma questa cultura si declina su molte altre aree.

1. Abbiamo sperimentato nuovi modi di lavorare, spazi fisici e ambienti virtuali, strumenti di collaborazione e metodi di lavoro. A The Fab, il nostro coworking artigiano digitale di Verona, ma anche nelle collaborazioni con H-Farm, nel felice incontro con TAG e in molte altre occasioni abbiamo capito che sempre si tratta di un atteggiamento aperto alla condivisione, generoso e coraggioso, in cui lo scambio tra le persone precede la costruzione del processo.

2. Stiamo esplorando un nuovo concetto di retail, di marketing, di ricerca e sviluppo in una co-creazione di contenuti ed esperienze virtuosa e scalabile. Per attivare una vera social innovation serve un approccio mentale che cerca di uscire in maniera intelligente dall’area di comfort, rinunciando a inutili difese di un know-how su cui non si fonda più il vero vantaggio competitivo.

superquark

3. Le startup, fra cui la nostra tipografia Lino’s Type, sono la prima manifestazione di questo atteggiamento orientato alla sperimentazione snella, ma anche i progetti di innovazione che ogni giorno incontriamo sono l’esito prima di tutto di un pensiero nuovo sul modello economico.

4. La formazione e la didattica sono fondamentali per comunicare questo modo di leggere le relazioni di business.

visual

Perché proprio dalle relazioni parte oggi ogni progetto che voglia incidere nei rapporti economici. Che siano gli architetti incontrati in Biennale o ad Architettando, che siano gli innovatori di H-Farm e FiordiRisorse, che siano i coworker di Talent Garden e The Fab, le relazioni tra le persone sono il punto di partenza e d’arrivo dell’attività progettuale.

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27

May
2014

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By Stefano Schiavo

Innovation bootcamp, lo spirito delle start up per le aziende

On 27, May 2014 | No Comments | In News, projects, sharazad | By Stefano Schiavo

E’ passato più di un anno da quando Sharazad ha iniziato un percorso nuovo e affascinante insieme ad Andrea De Muri. La sfida non era facile. Creare un ponte tra la cultura e l’approccio snello delle start up e il mondo dell’impresa strutturata.

Per costruire questo legame abbiamo esplorato i temi del Lean Start up, dell’Agile e del Design Thinking. Abbiamo scoperto, attraverso le Fab Session, come essi potessero essere comunicati ad aziende strutturate con una cultura manageriale tradizionale.

fabsession

Abbiamo sperimentato collaborando con molte aziende e scuole di formazione. Cattolica Assicurazioni, Digital Accademia, Fondazione CUOA, Friuli Formazione, Adecco Training, Area Science Park e molti altri. Abbiamo incontrato startupper, imprenditori, artigiani e manager e da tutto questo è nata un’idea nuova di formazione e consulenza.

Nuova perché riesce a fare sintesi e a far innovare i manager con le idee di una start up senza rinunciare alla visione complessa di business evoluti.

  • Una giornata per una Fab Session con cui avviare il necessario cambiamento culturale nell’azienda.
  • Due giornate per un Innovation Bootcamp che stimola l’emergere dell’innovazione interna all’azienda.
  • Un Programma completo di Formazione tra strategia, organizzazione e marketing.
  • Un Percorso strutturato di Consulenza e Accompagnamento al Cambiamento che spazia tra strategia, marketing, organizzazione, sviluppo commerciale, design e operations.

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Sharazad sta già proponendo con risultati molto positivi questo tipo di servizi e già altre possibilità si profilano. Aver creato una vera start up artigiana come Lino’s Type è stato fondamentale per comprendere le vere logiche di questi percorsi. Allo stesso modo aver lavorato nel mondo digitale accorgendoci di quanto sia solo una parte di un’economia più ricca fatta di produzione manifatturiera e servizi avanzati. Infine decisivo aver pensato a formule nuove e originali di didattica e consulenza per motivare e appassionare chi si confronta con noi perché pensiamo che al centro di ogni cambiamento ci stanno le persone, poi viene tutto il resto…

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29

Apr
2014

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By Stefano Schiavo

Milldue, un’esperienza di lean design in salsa artigiana

On 29, Apr 2014 | No Comments | In Futuro, News, sharazad | By Stefano Schiavo

Parliamo tanto di artigianato, di makers, di piccoli produttori eroici che sembrano sfidare il mercato con un afflato romantico che conquista e affascina tutti noi.

Ci piace però pensare che questo movimento nasconda una prospettiva economica virtuosa che coglie il meglio della piccola e media industria italiana. L’innovazione rapida e creativa, la reattività, la customizzazione e la personalizzazione, la competenza tecnica, il gusto e lo stile.

Molti pongono nella grande dimensione la capacità di investire in nuove soluzioni, ma forse è vero il contrario. Contro lo spreco e l’utilizzo inefficiente delle risorse, la piccola azienda (al suo meglio) riesce a sviluppare un’efficienza e una determinazione per tentare soluzioni nuove anche in presenza di risorse limitate. Sa anche farsi carico di soluzioni coraggiose che non possono rientrare nei piani ingessati della grande azienda. Costituiscono, spesso a proprio danno, il vero terreno di sperimentazione delle idee più innovative.

Un caso che ci piace raccontare e che Sharazad da ormai un po’ di tempo segue da vicino è quello di Milldue, un’azienda del Design che riesce ad esprimere al meglio tutto ciò che sta sotto etichetta di “futuro artigiano”. Lo fa perseguendo allo stesso tempo una solidità internazionale con razionalità economica e visione strategica. Milldue progetta, produce e distribuisce soluzioni di Arredo Bagno. Al Salone Milldue ha fatto qualcosa di eccezionale, ma ve lo raccontiamo fra poco…

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Caso tipico delle migliori aziende del design italiano, sa sposare stile e bellezza con soluzioni tecniche eccezionali. I bagni non sono normali pezzi d’arredo perché devono contemplare singolari problematiche tecniche come l’integrazione con gli impianti, la presenza di acqua e l’utilizzo di materiali adeguati, l’ambito contemporaneo del design, del benessere e della cura del corpo, l’integrazione con altri settori come la rubinetteria e l’oggettistica.

Milldue è appieno nell’ambito del Futuro Artigiano si diceva. La presenza nell’esperienza newyorkese del nostro amico Diego di Design-Apart lo attesta. Ha tutte le caratteristiche per proporre un design originale, ma capace di adattarsi alle esigenze specifiche dei mercati che va a toccare, che siano le fredde lande russe o il continente americano, l’Africa, l’India o l’Europa. La competenza tecnica, il design modulare e il modo snello di progettare fondano la capacità di customizzare i prodotti e ne fanno un operatore adeguato al mercato globale senza però perdere la profonda relazione con il territorio in cui nasce.

Stefano e Giorgio sono imprenditori giovani che continuano un’esperienza familiare in un classico dell’economia veneta, ma il passaggio generazionale è stato capace di innovare l’organizzazione e la filosofia aziendale in senso lean e design-driven.

milldue5Nell’ultimo Salone del Mobile abbiamo parlato molto di Fuorisalone e di tutte le straordinarie esperienze di Zona Tortona, Lambrate, Brera e così via. Non abbiamo invece fin qui parlato abbastanza del Salone vero e proprio. E quindi parlare di quel che lì ha fatto Milldue ci permette di evidenziare un’espressione chiara della capacità inventiva e creativa del settore.

Senza probabilmente concepirlo in maniera strutturata sono stati protagonisti di un progetto tipico della cultura lean in salsa PMI. In questa occasione infatti le scelte di sviluppo prodotto e di innovazione avevano portato a una forte pressione sui tempi di sviluppo delle nuove collezioni.

Invece di arrendersi alla necessità di presentare al mercato i prodotti senza il corretto insieme di materiali di comunicazione, l’idea è stata quella di utilizzare la Fiera per forzare i tempi e comprimere tutta la tradizionale filiera di produzione. Per far questo l’azienda ha adottato una strategia di riduzione di spazi e tempi. Gruppi di lavoro con sprint quotidiani per lo sviluppo e la produzione dei prototipi con un eccezionale sforzo produttivo che spiega la forza di un’azienda che mantiene la produzione in casa. Utilizzo dello spazio di esposizione presso la Fiera per riunire fotografo, grafico, designer, marketing e tipografia con un contatto diretto e continuativo. Ne è risultata la produzione di un catalogo di grande pregio.

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La compressione di tempi e spazi, tipici della Kaizen Week, se da una parte nasce dall’esigenza di rispondere nei tempi necessari, dall’altra crea le condizioni ideali per uno scambio mai così efficiente di feedback e informazioni tra gli attori della filiera. I professionisti potevano dialogare direttamente sul prototipo, in un approccio da Design Thinking.

I processi strutturati a volte aggiungono transazioni informative talmente inefficienti da compensare, in progetti veloci e complessi, il miglioramento dell’efficienza locale. Il risultato è stato un fantastico stand e una documentazione di supporto alla vendita arrivata in tempi rapidissimi nonché un successo commerciale come poche volte in passato. Complimenti all’intera squadra che ha fatto tesoro di un esercizio di coordinamento leggero come quello messo in atto attraverso i metodi Lean.

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14

Apr
2014

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By Stefano Schiavo

Cinque idee dal Fuorisalone di Milano tra Artigianato e Cibo

On 14, Apr 2014 | One Comment | In cool, events, News, report | By Stefano Schiavo

Grande spolvero per gli artigiani italiani al Fuorisalone milanese. Chi si è mosso tra Lambrate, Tortona, Brera e le altre zone del Design ha sicuramente visto come il taglio artigiano sia stato forte quanto quello gastronomico.

Per quest’ultimo c’era un incombente Expo a tema Cibo a tirare gli sforzi dei brand. Si vedevano aziende di interni con in serbo improbabili progetti cross tra design e food…

Invece il tema del ritorno alla manifattura era figlio di un’urgenza meno “vincolata”. Il cambio di sensibilità è manifesto e costituisce forse un cambio di paradigma economico. Un rientro dai capannoni romeni si mischia ai sottoscala zeppi di stampanti 3D. Resta, come dice Stefano, il problema della scalabilità, dell’uscita dalla fase sperimentale, dell’adeguamento della scuola e della formazione in generale, del confronto con la comunicazione digitale e delle politiche di internazionalizzazione.

eataly

Ciò detto e ricordando il successo di un’edizione del Festival Città Impresa che ha affrontato proprio questi temi con Nicola, Stefano, Marco e tanti altri amici, proviamo a fare la nostra selezione di idee che ci hanno appassionato nelle giornate trascorse in una davvero magnifica Milano.

Sicuramente impressa nella memoria resta la terrazza di Onwards dove ogni giorno si sono sviluppati i confronti tra designer, produttori, giornalisti e intellettuali che partivano da esperienze concrete per parlare degli sviluppi del mondo del design. Ricordiamo Filippo Berto, Diego Paccagnella, Fabio Ciciani immersi nel verde di un roof che non aveva niente da invidiare a Manhattan!

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La seconda citazione è per due esposizioni di collezioni davvero belle. Nello spazio Nonostantemarras Segno Italiano ha mostrato i suoi prodotti in “un volo a planare” davvero emozionante. Ad ASAP invece era Internoitaliano a esporre soluzioni di una qualità straordinaria. In entrambi i casi la precedenza è andata ai prodotti e la maestria artigiana è stata capace di farli parlar da soli. Non sempre è così, ma la cultura dell’autentico porta proprio a questo tipo di risultati che dovrebbero essere la costante di un design ben fatto.

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Infine L’eco bookshop Valcucine ha dato il meglio di sé con una fucina creativa ospitata nel piano inferiore dove l’energia produttiva dell’azienda nordestina ha incrociato un flusso di idee e braccia.

valcucine

Tanto altro è avvenuto in queste giornate milanesi. Impossibile dimenticare la mostra Mondopasta a Subalterno1 dove Tecnificio è riuscito a coinvolgere una serie di designer nell’hackeraggio del mondo della pasta. Stampanti 3D e Lasercut, grilli e tatuaggi per ripensare uno dei nostri prodotti più tabù…

mondopasta

Infine complimenti a Sara e Youcangroup che ha organizzato con Alce Nera uno speed hacking innovativo nel format e nelle idee sul mondo del food…

speedhack

Queste due ultime segnalazioni toccavano il tema Food e sono davvero la base per pensare all’Expo in maniera innovativa e dirompente. Sarebbe bello vedere queste iniziative incrociarsi perché quell’idea di diventare scalabili e sostenibili è fatta anche di strade da percorrere insieme dove le energie possono permettersi di puntare a diversi e più estesi pubblici… Le condizioni ci sono tutte. Mettiamoci all’opera.

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28

Feb
2014

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By Stefano Schiavo

Social Media Week! Il video!

On 28, Feb 2014 | No Comments | In events, sharazad | By Stefano Schiavo

Il video dell’intervento di Stefano alla Social Media Week di Milano.

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27

Feb
2014

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By Stefano Schiavo

Renzi vuol ripartire dalla formazione e noi abbiamo messo gli insegnanti di fronte ai dilemmi dell’innovazione! A Verona dieci docenti e il mondo del lavoro che cambia…

On 27, Feb 2014 | No Comments | In Futuro, News, school, sharazad | By Stefano Schiavo

L’opportunità di incontrare dieci insegnanti quotidianamente alle prese con la formazione di ragazzi sotto i vent’anni e di confrontarsi con loro sui nuovi sviluppi del mondo del lavoro non era davvero male!

E infatti le tre ore organizzate da Verona Innovazione (complimenti a Marco, Paola e Lilli!) sono state davvero utili. A noi sicuramente che ci siamo resi conto delle qualità dei nostri docenti, lucidi e precisi nell’analisi degli sviluppi sociali che li circondano. Speriamo anche a loro che in alcuni casi per la prima volta si trovavano di fronte ai temi del coworking, del long tail, del crowdfunding e delle startup.

Per sviluppare la giornata abbiamo sfruttato quel grande esperimento di esplorazione del mondo del lavoro che è Uncomag. Un sito che racconta attraverso interviste le storie di chi si è inventato un lavoro cambiando radicalmente vita e girando le difficoltà della crisi in un’opportunità di impegno in avventure nuove e stimolanti.

verona innovazione insegnanti

Abbiamo selezionato un po’ di casi e abbiamo chiesto ai nostri insegnanti cosa pensassero di queste storie così lontane dai tradizionali percorsi di carriera, lontani dal posto fisso, dalle grandi aziende, dall’economia cui siamo abituati a pensare.

Le domande erano legate alla sostenibilità e alla fondatezza di un modello che basa sull’iniziativa del singolo la creazione di nuove proposte economiche… avventure naif o rinascita dello spirito imprenditoriale? replicabili e scalabili o destinate a schiantarsi al crescere dei volumi di business? troppo basate su individualità e passione o capaci di farsi portabandiera di un nuovo modello economico?

Tra futuro artigiano e agenda digitale, le risposte sono state lucide e si sono sviluppate in un confronto appassionato attraverso un gioco di ruolo tra due squadre, una pro e una contro, che hanno difeso le loro posizioni in modo costruttivo. Insegnanti quindi anche capaci di ascoltare e non solo impartire lezioni. Ne è uscita una sintesi interessante che, pur evidenziando gli attuali limiti dell’impostazione economica (e ancor più finanziaria), pur sottolineando lo scollamento con il mondo che conta (quello dei volumi e delle economie di scala), hanno trovato nelle storie di Uncomag la base ideale per un nuovo pensiero sulla nostra struttura economica, il modo per ripensare alle priorità e specificità delle nostra produzione materiale e culturale all’interno di un mondo in rapido cambiamento.

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21

Feb
2014

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By Stefano Schiavo

La Social Media Week alle prese con il processo di sviluppo organizzativo: Sharazad insieme ad Adecco parla ai manager HR

On 21, Feb 2014 | No Comments | In events, News, report, sharazad | By Stefano Schiavo

E’ ben organizzata e ricca di eventi la Social Media Week meneghina. Tra un intervento di Marco Massarotto, un approfondimento su Instagram e sulle Social Street, un’incursione di Domitilla e qualche esperimento con i wearables, è capitato che anche Sharazad fosse presente.

Grazie ad Adecco che ha creato un evento davvero intenso e partecipato in cui brand come Amadori e Reale Mutua hanno potuto raccontare le loro esperienze di social enterprise ad una platea di HR manager che non ha mancato di porre una fitta serie di domande.

roberto bonzio

Sul palco Jennifer ha raccontato la sua esperienza e Roberto ha fatto un intervento appassionato. Poi è toccato a Stefano proporre un approccio allo sviluppo della Social Enterprise in azienda attraverso la commistione di principi Lean e di Design Thinking e una grande attenzione alle dinamiche culturali e relazionali tra i dipendenti. Due equivoci da sfatare e alcune proposte per un’introduzione di queste tematiche attraverso una didattica evoluta e un percorso partecipato.

E’ andata molto bene e i complimenti vanno a tutta Adecco, in particolare a Nina e a Silvia, capace di condurre la sessione con ritmo e competenza.

Le domande hanno toccato anche gli aspetti del rapporto tra vita privata e vita professionale ai tempi del web… Questioni importanti che hanno sfiorato problematiche filosofiche… Fuori intanto due vigili, che non avrebbero sfigurato sul palco, si lamentavano della censura sui loro profili facebook da parte dei loro superiori. A dire che i temi trattati non erano per una volta lontani da quelli toccati quotidianamente da tutti noi…

Anche Wired ha voluto raccontare la giornata, facendolo in modo preciso qua!

vigili

 

Qua sotto riportiamo il testo introduttivo della sessione didattica che Sharazad ha sviluppato sulla Social Enterprise.

La Social Enterprise emerge in un contesto nuovo. Si confronta con un mercato caratterizzato da consumatori e imprese che adottano “comportamenti” diversi dal passato. L’inizio del percorso di costruzione della Social Enterprise passa attraverso una consapevolezza di queste evoluzioni. Il focus diventa il consumatore, sempre più mutevole ed in cerca di nuove esperienze nell’acquisto quotidiano. Le aziende e i partner si adattano alle nuove condizioni. Nuovi business nascono ogni giorno per cogliere queste nicchie di valore. Le organizzazioni aziendali devono rispondere alle evoluzioni dei mercati ripensando il proprio modello di business, ma anche le proprie dinamiche interne.

La Social Enterprise risponde alla richiesta di flessibilità e reattività che può essere affrontata attraverso modelli organizzativi adatti al nuovo contesto: design thinking, lean production e social organization si integrano in un approccio che l’azienda poi sviluppa secondo il proprio stile organizzativo. L’Enterprise 2.0 comprende gli strumenti di partecipazione interna più innovativi per creare l’engagement dei collaboratori, in connessione con le aree del Controllo di Gestione e della Qualità.

Questi approcci permettono un cambiamento nelle aziende fatto di emersione dei talenti, miglioramento del processo di decision making, riduzione del tempo speso in riunioni a non valore aggiunto, attivazione della serendipity, sedimentazione del know-how aziendale. La Social Enterprise vive del contributo delle persone. Della loro collaborazione, di un loro atteggiamento proattivo e aperto. Le reti di relazioni in azienda costituiscono l’essenza dell’organizzazione e ne condizionano fortemente l’andamento, sia all’interno che all’esterno. Coinvolgere i collaboratori valorizzando il fattore umano permette di attivare nuove energie che facilitano le relazioni e le rendono più armoniche. Servono visioni e strumenti per creare il contesto necessario alla costruzione di un ambiente collaborativo. Le parole chiave sono motivazione, feedback, consapevolezza e ascolto.

Creare l’ambiente sociale adatto è solo il primo passo, ma il punto di partenza nella proposta di valore di un’azienda è il prodotto e il servizio offerto al mercato. Per questo motivo la Social Enterprise sa ripensare questa fase fondamentale attraverso un approccio collaborativo adeguato. Lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi è un fenomeno sociale, che si estende all’intero ecosistema nel quale le aziende operano. Un migliore coinvolgimento dei diversi attori interni ed esterni all’azienda permette quindi di aumentare il profitto aziendale, riducendo nello stesso tempo i rischi connessi alle attività di innovazione. Il punto di partenza per sviluppare un nuovo prodotto o servizio vincente è la comprensione dei bisogni e dei desideri dei clienti. Bisogna attivare metodi di coinvolgimento degli utilizzatori nell’analisi dei bisogni e nella definizione dei requisiti dei nuovi prodotti. Per avere successo nello sviluppo dei nuovi prodotti è necessario un forte coinvolgimento interdisciplinare ed un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i partecipanti. Esistono strumenti collaborativi per il governo dei progetti di sviluppo dei nuovi prodotti. Sono i concetti e le opportunità di applicazione della “open innovation”.

Una volta affrontate le tematiche legate allo sviluppo della value proposition, all’organizzazione delle risorse interne, all’attivazione di engagement e collaborazione tra le risorse coinvolte, la social enterprise può affrontare il mercato con consapevolezza. La comunicazione nel web mette infatti allo scoperto criticità ed elementi deboli dei sistemi aziendali. Trasparenza ed autenticità sono la base per instaurare una conversazione aperta con il mercato. Quali cambiamenti hanno portato le aziende ed i consumatori a dialogare in modo aperto e sincero? Quali sono gli strumenti più efficaci per raggiungere il proprio segmento target attraverso i social networks? Perché il web marketing si sta sviluppando sempre più nell’ambito social? I contenuti tornano ad essere i protagonisti nella comunicazione dell’azienda e i consumatori diventano i portavoce del prodotto, creando un nuovo modo per veicolare i messaggi “pubblicitari”. La Social Enterprise cambia il modo di pensare al proprio ruolo nel mercato, alla propria mission, attraverso una visione innovativa dello sviluppo del business.

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13

Jan
2014

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By Stefano Schiavo

Illustri, undici illustratori che il mondo ci invidia

On 13, Jan 2014 | No Comments | In cool, events, News, report | By Stefano Schiavo

Il nostro interesse per l’illustrazione e la grafica deriva dal lavoro tipografico di Lino’s Type che ci mette quotidianamente a confronto con grafici, illustratori, designer e creativi d’ogni sorta, ma anche da un interesse personale e condiviso in tutto il team aziendale.

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E’ per questo che non potevamo perderci in alcun modo la bella mostra Illustri che è stata allestita nella Basilica Palladiana di Vicenza e si è conclusa proprio ieri. Curata molto bene sia nei criteri espositivi, sia nei servizi di supporto alla visita, dall’integrazione dell’App Layar che permetteva approfondimenti immediati su alcune opere alle visite guidate programmate fino all’ultimo giorno. E proprio in questa occasione abbiamo potuto seguire Ale, uno degli undici eroi che hanno deciso di non cedere alle lusinghe di Manhattan, accompagnarci tra i lavori suoi e degli altri illustratori, tutti rigorosamente under 40. La presentazione fatta da uno dei protagonisti aveva sia il vantaggio di vedere dal di dentro il mondo dell’illustrazione, sia di trovarsi davanti a un bravissimo narratore.

illustri2illustri7illustri4Senza dilungarci con troppe parole vi mostriamo qualche foto e facciamo ancora i complimenti agli organizzatori che hanno superato le ventimila visite e che speriamo continuino con altre proposte di questo livello che il nostro Paese merita. Anche per ricominciare a pensare a noi stessi con orgoglio e consapevolezza delle nostre capacità e del valore che riusciamo a produrre per il mondo intero.

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L’esperienza, oltre ad averci emozionato e convinto, ci ha anche stimolato a continuare nel nostro percorso che prevede tra poco la presenza di Lino’s Type alla giornata nazionale della tipografia organizzata per il 24 gennaio tra Asolo, Cornuda e Bassano del Grappa da Confartigianato.

Inoltre dopo poco Milano ci accoglierà per un evento tutto dedicato a Stampomatica, ma di questo vi parliamo a brevissimo.

 

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