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April 2014 - Sharazad

29

Apr
2014

In Futuro
News
Non categorizzato

By stefanoschiavo

Milldue, un’esperienza di lean design in salsa artigiana

On 29, Apr 2014 | In Futuro, News, Non categorizzato | By stefanoschiavo

Parliamo tanto di artigianato, di makers, di piccoli produttori eroici che sembrano sfidare il mercato con un afflato romantico che conquista e affascina tutti noi.

Ci piace però pensare che questo movimento nasconda una prospettiva economica virtuosa che coglie il meglio della piccola e media industria italiana. L’innovazione rapida e creativa, la reattività, la customizzazione e la personalizzazione, la competenza tecnica, il gusto e lo stile.

Molti pongono nella grande dimensione la capacità di investire in nuove soluzioni, ma forse è vero il contrario. Contro lo spreco e l’utilizzo inefficiente delle risorse, la piccola azienda (al suo meglio) riesce a sviluppare un’efficienza e una determinazione per tentare soluzioni nuove anche in presenza di risorse limitate. Sa anche farsi carico di soluzioni coraggiose che non possono rientrare nei piani ingessati della grande azienda. Costituiscono, spesso a proprio danno, il vero terreno di sperimentazione delle idee più innovative.

Un caso che ci piace raccontare e che Sharazad da ormai un po’ di tempo segue da vicino è quello di Milldue, un’azienda del Design che riesce ad esprimere al meglio tutto ciò che sta sotto etichetta di “futuro artigiano”. Lo fa perseguendo allo stesso tempo una solidità internazionale con razionalità economica e visione strategica. Milldue progetta, produce e distribuisce soluzioni di Arredo Bagno. Al Salone Milldue ha fatto qualcosa di eccezionale, ma ve lo raccontiamo fra poco…

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Caso tipico delle migliori aziende del design italiano, sa sposare stile e bellezza con soluzioni tecniche eccezionali. I bagni non sono normali pezzi d’arredo perché devono contemplare singolari problematiche tecniche come l’integrazione con gli impianti, la presenza di acqua e l’utilizzo di materiali adeguati, l’ambito contemporaneo del design, del benessere e della cura del corpo, l’integrazione con altri settori come la rubinetteria e l’oggettistica.

Milldue è appieno nell’ambito del Futuro Artigiano si diceva. La presenza nell’esperienza newyorkese del nostro amico Diego di Design-Apart lo attesta. Ha tutte le caratteristiche per proporre un design originale, ma capace di adattarsi alle esigenze specifiche dei mercati che va a toccare, che siano le fredde lande russe o il continente americano, l’Africa, l’India o l’Europa. La competenza tecnica, il design modulare e il modo snello di progettare fondano la capacità di customizzare i prodotti e ne fanno un operatore adeguato al mercato globale senza però perdere la profonda relazione con il territorio in cui nasce.

Stefano e Giorgio sono imprenditori giovani che continuano un’esperienza familiare in un classico dell’economia veneta, ma il passaggio generazionale è stato capace di innovare l’organizzazione e la filosofia aziendale in senso lean e design-driven.

milldue5Nell’ultimo Salone del Mobile abbiamo parlato molto di Fuorisalone e di tutte le straordinarie esperienze di Zona Tortona, Lambrate, Brera e così via. Non abbiamo invece fin qui parlato abbastanza del Salone vero e proprio. E quindi parlare di quel che lì ha fatto Milldue ci permette di evidenziare un’espressione chiara della capacità inventiva e creativa del settore.

Senza probabilmente concepirlo in maniera strutturata sono stati protagonisti di un progetto tipico della cultura lean in salsa PMI. In questa occasione infatti le scelte di sviluppo prodotto e di innovazione avevano portato a una forte pressione sui tempi di sviluppo delle nuove collezioni.

Invece di arrendersi alla necessità di presentare al mercato i prodotti senza il corretto insieme di materiali di comunicazione, l’idea è stata quella di utilizzare la Fiera per forzare i tempi e comprimere tutta la tradizionale filiera di produzione. Per far questo l’azienda ha adottato una strategia di riduzione di spazi e tempi. Gruppi di lavoro con sprint quotidiani per lo sviluppo e la produzione dei prototipi con un eccezionale sforzo produttivo che spiega la forza di un’azienda che mantiene la produzione in casa. Utilizzo dello spazio di esposizione presso la Fiera per riunire fotografo, grafico, designer, marketing e tipografia con un contatto diretto e continuativo. Ne è risultata la produzione di un catalogo di grande pregio.

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La compressione di tempi e spazi, tipici della Kaizen Week, se da una parte nasce dall’esigenza di rispondere nei tempi necessari, dall’altra crea le condizioni ideali per uno scambio mai così efficiente di feedback e informazioni tra gli attori della filiera. I professionisti potevano dialogare direttamente sul prototipo, in un approccio da Design Thinking.

I processi strutturati a volte aggiungono transazioni informative talmente inefficienti da compensare, in progetti veloci e complessi, il miglioramento dell’efficienza locale. Il risultato è stato un fantastico stand e una documentazione di supporto alla vendita arrivata in tempi rapidissimi nonché un successo commerciale come poche volte in passato. Complimenti all’intera squadra che ha fatto tesoro di un esercizio di coordinamento leggero come quello messo in atto attraverso i metodi Lean.

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14

Apr
2014

In cool
events
News
report

By stefanoschiavo

Cinque idee dal Fuorisalone di Milano tra Artigianato e Cibo

On 14, Apr 2014 | In cool, events, News, report | By stefanoschiavo

Grande spolvero per gli artigiani italiani al Fuorisalone milanese. Chi si è mosso tra Lambrate, Tortona, Brera e le altre zone del Design ha sicuramente visto come il taglio artigiano sia stato forte quanto quello gastronomico.

Per quest’ultimo c’era un incombente Expo a tema Cibo a tirare gli sforzi dei brand. Si vedevano aziende di interni con in serbo improbabili progetti cross tra design e food…

Invece il tema del ritorno alla manifattura era figlio di un’urgenza meno “vincolata”. Il cambio di sensibilità è manifesto e costituisce forse un cambio di paradigma economico. Un rientro dai capannoni romeni si mischia ai sottoscala zeppi di stampanti 3D. Resta, come dice Stefano, il problema della scalabilità, dell’uscita dalla fase sperimentale, dell’adeguamento della scuola e della formazione in generale, del confronto con la comunicazione digitale e delle politiche di internazionalizzazione.

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Ciò detto e ricordando il successo di un’edizione del Festival Città Impresa che ha affrontato proprio questi temi con Nicola, Stefano, Marco e tanti altri amici, proviamo a fare la nostra selezione di idee che ci hanno appassionato nelle giornate trascorse in una davvero magnifica Milano.

Sicuramente impressa nella memoria resta la terrazza di Onwards dove ogni giorno si sono sviluppati i confronti tra designer, produttori, giornalisti e intellettuali che partivano da esperienze concrete per parlare degli sviluppi del mondo del design. Ricordiamo Filippo Berto, Diego Paccagnella, Fabio Ciciani immersi nel verde di un roof che non aveva niente da invidiare a Manhattan!

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La seconda citazione è per due esposizioni di collezioni davvero belle. Nello spazio Nonostantemarras Segno Italiano ha mostrato i suoi prodotti in “un volo a planare” davvero emozionante. Ad ASAP invece era Internoitaliano a esporre soluzioni di una qualità straordinaria. In entrambi i casi la precedenza è andata ai prodotti e la maestria artigiana è stata capace di farli parlar da soli. Non sempre è così, ma la cultura dell’autentico porta proprio a questo tipo di risultati che dovrebbero essere la costante di un design ben fatto.

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Infine L’eco bookshop Valcucine ha dato il meglio di sé con una fucina creativa ospitata nel piano inferiore dove l’energia produttiva dell’azienda nordestina ha incrociato un flusso di idee e braccia.

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Tanto altro è avvenuto in queste giornate milanesi. Impossibile dimenticare la mostra Mondopasta a Subalterno1 dove Tecnificio è riuscito a coinvolgere una serie di designer nell’hackeraggio del mondo della pasta. Stampanti 3D e Lasercut, grilli e tatuaggi per ripensare uno dei nostri prodotti più tabù…

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Infine complimenti a Sara e Youcangroup che ha organizzato con Alce Nera uno speed hacking innovativo nel format e nelle idee sul mondo del food…

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Queste due ultime segnalazioni toccavano il tema Food e sono davvero la base per pensare all’Expo in maniera innovativa e dirompente. Sarebbe bello vedere queste iniziative incrociarsi perché quell’idea di diventare scalabili e sostenibili è fatta anche di strade da percorrere insieme dove le energie possono permettersi di puntare a diversi e più estesi pubblici… Le condizioni ci sono tutte. Mettiamoci all’opera.

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