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2012 January

31

Jan
2012

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In cool
events

By Stefano Schiavo

Ecco in arrivo Officine Arduino!

On 31, Jan 2012 | No Comments | In cool, events | By Stefano Schiavo

Torino ci travolge in questi giorni. E noi ci lasciamo travolgere con gioia. Specie se le notizie che arrivano sono quelle di cui vi parliamo qui.

Dopo aver assistito alla nascita della bella iniziativa di Lucia che con una determinazione davvero poco comune ha fatto partire Inner Design, ecco che l’altra sera ci siamo imbattuti nei ragazzi di Thype! che, con i loro caratteri mobili applicati agli anagrammi, hanno materializzato il senso della riscoperta creativa del fare che tanto ci piace.

Ma se di “fare” e di makers si parla non possiamo scordare di citare l’indomabile Massimo Banzi, che dopo Arduino, i FabLab e tanto altro, sta ora per lanciare, per l’appunto sotto la Mole, le Officine Arduino. Ce ne ha parlato Riccardo Luna e noi rilanciamo con entusiasmo la notizia.

L’ex direttore di Wired Italia ha coinvolto Banzi in molte occasioni ed in particolare nel FabLab che ha avuto tanto successo in Italia150. Ora le Officine Arduino si propongono di continuare la bella esperienza e, come ci spiega lo stesso Banzi, hanno trovato ospitalità presso il co-working Toolbox. L’obiettivo è quello di “inventare nuovi processi produttivi, nuovi modelli di business partendo dalla fabbricazione digitale, dall’open source e dalla collaborazione tra persone.”

Seguiremo l’iniziativa da vicino e vi racconteremo gli sviluppi sperando di veder nascere altre esperienze simili anche nel resto d’Italia.

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29

Jan
2012

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In cool
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By Stefano Schiavo

Oniricalab tra ricette divine e caratteri mobili

On 29, Jan 2012 | No Comments | In cool, events | By Stefano Schiavo

Nuovo appuntamento sabato scorso a Verona con l’OpenLab di Onirica, the Makers Festival, e noi non potevamo di certo mancare!
Si tratta di un evento che cresce sempre più in qualità e partecipazione grazie all’impegno di Matteo, Tommaso e tanti altri.

Insieme a molti amici abbiamo visto il risultato dei workshop di AnatoMY e partecipato ai laboratori sulla tipografia, il knitting, la birra, il mojito e i cioccolatini. Sotto vi mettiamo un po’ di immagini… inutile dire che vi consigliamo di non perdervi il prossimo appuntamento in marzo.

- una delle opere di Openlab -

- l’anagramma di uno di noi a caratteri mobili -

- il pentolone della birra -

- una delle protgoniste dei knitcafé -

 

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20

Jan
2012

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In events
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By Stefano Schiavo

Studenti alla ricerca di un percorso professionale tra passioni, soldi e grafici inquietanti

On 20, Jan 2012 | No Comments | In events, sharazadontour | By Stefano Schiavo

Sì lo sappiamo è passato un po’, ma non possiamo non scrivere un post sulla bella iniziativa del Ferpi, che insieme al corso di laurea magistrale in Strategie di Comunicazione dell’Università di Padova, ha organizzato In viaggio verso la professione, un ciclo di incontri tra studenti e professionisti della comunicazione e delle Rp.

- fervida attesa degli studenti -

L’11 gennaio il professionista era il nostro Nicola che si è presentato ai ragazzi in maniera informale, cercando, più che di impartire una lezione, di creare un dialogo e di attivare una discussione. A detta di molti partecipanti ci è riuscito e la cosa bella è che poi questi stessi ragazzi si sono collegati in rete con noi dando continuità ad un evento che rischiava di chiudersi nelle due tre ore di intervento.

Nicola ha spinto i giovani studenti a tentare di prendere in mano il loro percorso professionale. La scuola, l’università, forniscono dei percorsi prestrutturati che da una parte aiutano ad orientarsi, ma dall’altra abituano a trovarsi le caselle già pronte… le superiori, l’università, il master, cv alle aziende, lavoro se va bene non così appassionante e carriera in ascesa per “invecchiamento”…

L’impressionante grafico ha fatto il resto.

E poi si è aperto un confronto su come diventare attivi, su come pianificare la realizzazione delle proprie passioni. Cosa sai fare bene? Cosa ti piace fare? Lo sanno gli altri? Come glielo fai sapere? Che atteggiamento hai nei confronti di chi ti circonda? Sei curioso, appassionato, disponibile e generoso?

Sono queste le vere domande per chi organizza la propria carriera, per chi vuole divertirsi lavorando, per chi non vuole necessariamente andare all’estero per trovare soddisfazioni e riconoscimenti. Magari, come direbbe il nostro amico Roberto, andandoci per apprendere e tornando per costruire…

- c’era anche stefano -

- un momento dell’incontro immortalato dai ragazzi -

- nicola all’ascolto degli studenti -

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16

Jan
2012

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In cool

By Stefano Schiavo

Oltre l'estro disorganizzato…

On 16, Jan 2012 | No Comments | In cool | By Stefano Schiavo

Sharazad si occupa di strategia. Che è fatta, ce lo dice anche il nostro amico Manuel, di un pensiero originale, di una visione profonda, di obiettivi cui orientarsi, di azioni da compiere e di persone che possono aiutare a raggiungerli. E’ per questo che ci affascinano le idee che aiutano a trovare la propria strada. Una di queste, ormai lo sapete, è quella sviluppata, sull’onda di Richard Sennett, da Stefano Micelli con il libro Futuro Artigiano.

Ne abbiamo già parlato in altri post. Ogni tanto ci piace spiegare meglio cosa intendiamo. E’ forte il rischio di pensare all’Artigiano in termini di piccola struttura naive che, come da titolo, si barcamena tra estri disorganizzati e dimensione locale con un recupero nostalgico se non addirittura regressivo di un passato superato.

Chi pensa alle future dinamiche produttive, al recupero della manualità e del saper fare, si riferisce a fenomeni che legano queste capacità ad una comunicazione innovativa, a dei prodotti nuovi e soprendenti, a collaborazioni internazionali, a una strategia insomma non da “piccolo orticello”, ma di chi sa mettersi in relazione con le idee più virtuose e originali al mondo.

Per farvi un’idea c’è questo bel video suggeritoci da Barbara. Magari guardatelo full screen. Ah! L’audio merita… :)

Dusty Signs from Hunter Johnson on Vimeo.

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06

Jan
2012

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In report
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By Stefano Schiavo

"China won't produce next Steve Jobs because the Chinese kids don't do LSD"

On 06, Jan 2012 | No Comments | In report, sharazadontour | By Stefano Schiavo

That’s Shanghai Magazine è una rivista davvero ben fatta. Racconta cosa avviene nella Perla d’Oriente, ma si permette di spaziare, in lingua inglese, ben oltre le faccende di casa. Nel numero di dicembre c’è un’inchiesta sull’innovazione in Cina. Non poche le connessioni con quanto si discute dalle nostre parti. Makers e Futuro Artigiano in particolare.

La citazione del titolo è di David Li, fondatore di Shanghai hackerspace, che sta discutendo con i professori dell’Inventors Carnival. Siamo al Beijing Institute of Petroleum Technology. Il problema non è da poco. I cinesi sanno solo copiare? Mancano di creatività e fantasia? Figli dell’omologante Rivoluzione Culturale, sanno solo appropriarsi di idee d’altri? Come portare in Cina lo spirito di Burning Man?

Eppure, nella sua millenaria storia, il Regno di Mezzo non è stato parco di invenzioni. Tra polvere da sparo, caratteri mobili, calcio e aquiloni, ci contende anche gli spaghetti (dicono di averne trovati conservati da 4000 anni… non troppo buoni evidentemente) e il gelato!

L’articolo si concentra sul modello di startup mutuato forse troppo pedissequamente dalla California. Ci parla del tentativo di far rientrare i cervelli in fuga (ricorda niente?) dalle terre americane. Che peraltro, a dispetto di crisi varie, si confermano il miglior luogo dove avviare un’impresa. Ci spiega i vincoli culturali al mettersi in gioco, tra mogli poco comprensive e madri troppo premurose.

C’è un bel riquadro sugli enormi investimenti del Piano Quinquennale 2011-2015 volti a stimolare l’innovazione. Per andare oltre il ruolo di Fabbrica del Mondo. Infine ci spiega il ruolo delle università, lontane dal mondo reale ed inadeguate al compito formativo.

Ma la conclusione è più scettica. L’innovazione in Cina c’è. E’ quella data dal miglioramento dei prodotti realizzati ogni giorno nelle innumerevoli fabbriche. Inevitabile. Gli stessi centri di Ricerca e Sviluppo delle multinazionali si stanno spostando lì dove ci sono gli scienziati e i produttori.  Nascono ambiti creativi pieni di persone pronte a sfidare la stabilità per inseguire nuovi sogni. Ma mentre i soldi non fanno la creatività, la cultura sì. Creare da zero un ambiente innovativo non è così semplice e la vera sfida sta lì, dove la disponibilità finanziaria da sola non basta.

Leggetevi qui l’articolo completo.

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